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Misure di sostegno anche ad agenti e rappresentanti di commercio. Fnaarc: "Un buon inizio"

Il commento di Andrea Carichini, presidente Fnaarc della provincia di Rimini

Attualità Rimini | 14:12 - 05 Agosto 2022 Andrea Carichini presidente Fnaarc Rimini Andrea Carichini presidente Fnaarc Rimini.

Ci sono anche gli agenti e rappresentanti di commercio tra i beneficiari della nuova misura di sostegno alle imprese approvata dalla Regione Emilia Romagna, che vedrà l’apertura di un bando di sostegno alle imprese in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Per tutti i soggetti ammissibili un contributo forfettario massimo di 3.000 e, con le eventuali risorse residue, un contributo legato alla perdita di fatturato pari o superiore al 30% subita nel 2021 rispetto al 2019 con un massimo di 140mila euro ad impresa. Due i settori che verranno ristorati sono quello del food e quello della moda, con un plafond di 2milioni e 800mila Euro. “C’è soddisfazione per l’attenzione posta dalla Regione Emilia Romagna al nostro settore, che finora era rimasto ai margini dei provvedimenti di sostegno, nonostante la grave crisi innescata dalla pandemia – spiega Andrea Carichini, presidente di FNAARC della provincia di Rimini aderente a Confcommercio -. Lo valutiamo un buon inizio, auspicando che possa venire allargata la platea dei beneficiari ad altri settori: penso ai rappresentanti di preziosi, a quelli della profumeria e a tanti altri che sono in possesso di codici Ateco diversi e che sono rimasti fuori da questa tornata di ristori pur avendo dovuto bloccare la propria attività a causa della pandemia”.
Nella provincia di Rimini sono circa 1.600 gli agenti e rappresentanti di commercio e tutti stanno vivendo le stesse difficoltà: “Siamo alle prese con un netto calo dei fatturati dovuti alla crisi economica generale – continua Carichini – che ha portato tutto il sistema del commercio dei beni ad una contrazione. L’agente di commercio poi non è un’impresa strutturata e spesso è monomandatario e dunque legato strettamente all’azienda per cui lavora. Mi confronto quotidianamente con i colleghi e posso assicurare che la crisi morde forte la nostra categoria, soprattutto chi lavora con le PMI che deve fare i conti anche con la loro crisi di liquidità incassando le provvigioni con difficoltà o addirittura dovendo andare in causa per rientrare dei soldi fatturati e non incassati, su cui si sono già pagate le imposte, spesso con la conseguente revoca del mandato”.
Tra le richieste che FNAARC sta portando sui tavoli delle istituzioni ce ne sono alcune di vitale importanza: “Continuiamo a chiedere a gran voce di poter usufruire degli stessi sgravi sui carburanti che sono stati concessi ad autotrasportatori e agricoltori, perché l’automobile è il nostro ufficio viaggiante e l’aumento dei carburanti sta limitando notevolmente le nostre attività. Certo, gli ultimi provvedimenti governativi che hanno calmierato i prezzi della benzina sono stati una piccola boccata d’ossigeno, ma insufficiente se pensiamo che in pochi anni il prezzo è salito del 30%, cifra veramente difficile da ammortizzare. E a proposito di ammortizzatori, riteniamo assolutamente urgente rivedere il tetto massimo della detrazione fiscale sul costo dell’automobile che ora è di soli 25.000 Euro e che andrebbe raddoppiato per poter acquistare auto adeguate al nostro lavoro e ai tantissimi chilometri che percorriamo annualmente. Nemmeno ci è possibile fare una scelta ecologica prediligendo un’auto elettrica, che nonostante gli incentivi ha costi ben superiori alla cifra che possiamo ammortizzare. Tutti nodi che restano da sciogliere e per i quali come FNAARC continuiamo ad impegnarci a tutti i livelli istituzionali, compreso quello locale come punto di riferimento per i colleghi con una presenza fisica costante su tutto il territorio provinciale a supporto degli associati”.

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