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Parco Murri, cittadino denuncia: 'degrado tra spaccio, sesso e ubriachi molesti'

'La nostra è una zona dimenticata anche da Dio', evidenzia

Attualità Rimini | 08:08 - 04 Agosto 2022 Parco Murri Parco Murri.


Dall'amministrazione comunale sono giunte rassicurazioni, i controlli operati dalle forze dell'ordine il 1 e 2 agosto avranno un seguito, per contrastare il degrado segnalato dai cittadini al parco Murri di Rimini. Ma tra i residenti in zona continua a serpeggiare preoccupazione.

Sono le 17 del 3 agosto e uno dei residenti denuncia: "Non è cambiato nulla. Il degrado continua, non ci sto a leggere e sentire che si è sistemato tutto o si sistemerà tutto nei prossimi giorni, non è proprio così".  Ci sono tre persone sdraiate sul parco intente a bivaccare ("Una ha appena fatto i suoi bisogni vicino a une delle due casine presenti al parco Murri") e ci sono spesso persone che, alcol in mano, si comportano in maniera molesta. Il residente mostra un video sullo smartphone, con la registrazione del suo videocitofono: c'è un ragazzo ubriaco che biascica "This is Rimini" e beve un'altra sorsata di birra dalla bottiglia. "Anche davanti all'ex Caritas ci sono sempre 4-5 persone che bivaccano, alcol in mano, oppure che spacciano palesemente sul marciapiede". Lo spaccio è un altro problema avvertito dai residenti: "Lo fanno sotto casa, in mezzo ai ragazzini". Alla sera la situazione peggiora ulteriormente: "Prima di tutto è impossibile dormire, con questi caldi, con una finestra aperta, con tutto il macello che c'è".  Non solo spaccio, ma anche prostituzione: "All'incrocio di via Parma ci sono delle transessuali che fanno servizietti sotto le case e spesso fanno i loro bisogni in strada". E se qualcuno prova a protestare, "viene minacciato pesantemente".

Il residente chiede un maggior presidio delle forze dell'ordine, appellandosi anche al sindaco Jamil Sadegholvaad: "Capisco la bellezza del Parco del mare, ma Rimini non finisce in via Pascoli. La nostra invece è una zona dimenticata anche da Dio", rileva con amarezza. 


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