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Rimini: al Festival del mondo antico, il 15 luglio si parla del lusso nel medioevo

Vanità, abiti e status symbol: di questo parlerà Maria Giuseppina Muzzarelli

Eventi Rimini | 09:47 - 15 Luglio 2022 Maria Giuseppina Muzzarelli Maria Giuseppina Muzzarelli.

Torna a raccontare di temi medievali riferiti al consenso nella produzione e consumo di beni voluttuari Maria Giuseppina Muzzarelli, venerdì 15 luglio, alle ore 21.30, nel Giardino del Lapidario del Museo della Città, per il quarto incontro in calendario del Festival del Mondo Antico. 

Vanità, abiti, accessori, status symbol e potere vanno a braccetto da sempre. La conversazione sarà incentrata sul mantenimento del consenso e l'uso strategico dell'abbigliamento, ma anche sulla diversificazione del guardaroba tra le varie classi sociali.  

Soprattutto si parlerà dei lussi e del loro contenimento con l'emanazione di leggi mirate al fine di regolarne gli eccessi in età medievale. Non si esitò a legiferare perfino circa il numero e il peso dei bottoni infatti. Le norme non si limitavano a proibire o limitare l'uso di materiali particolarmente preziosi. Si trattava di porre un argine a spese eccessive o ad ostentazioni smodate e di contenere consumi inappropriati non consoni alla posizione sociale occupata. Il rischio temuto era la confusione sociale, l'indistinguibilità, vale a dire qualsiasi attentato alla gerarchia e alle posizioni sociali. 

La diffusione del fenomeno fu globale per l'Europa del tempo, praticamente in tutte le città grandi e piccole d'Italia ma anche di Germania, Inghilterra, Paesi Bassi, Portogallo e così via. I legislatori non si occuparono solo di abiti, gioielli o pellicce ma anche di cerimonie e di banchetti e di funerali il cui fasto doveva, a seconda di chi erano le persone coinvolte, essere contenuto. Le città comunali che normarono ogni aspetto o quasi della vita dei "concives" vollero valersi anche di strumenti per la regolamentazione dei consumi, in qualche modo per premiare o marginalizzare, in altre parole per governare.

Per esempio la normativa emanata a Bologna nel 1401: non si potevano portare gemme e pietre preziose; sul capo erano concesse al massimo tre once d'argento o d'oro misto o meno con seta o altro materiale non proibito.  

 

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