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I pronto soccorso perdono 100 medici al mese: l'allarme dal congresso di Riccione

A Riccione si radunano gli esponenti del Simeu (Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza)

Attualità Riccione | 08:36 - 14 Maggio 2022 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Con un ritardo di due anni passati ad affrontare in prima linea la pandemia, oltre 1.000 medici e infermieri della medicina d’urgenza si sono incontrati al Palacongressi di Riccione per dibattere sugli attuali problemi e delineare possiblili soluzioni per il futuro. La Perla Verde dunque ospita il congresso della Simeu Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza dal quale emergono numeri preoccupanti: 600 i medici dell’emergenza e urgenza che nel 2022 hanno scelto di dimettersi dai pronto soccorso, al drammatico ritmo di circa 100 unità al mese4.200 sono i medici e il personale infermieristico che mancano nei pronto soccorso italiani (novembre 2021); 21-24 milioni sono gli accessi medi ogni anno; 1/3 degli italiani va in pronto soccorso ogni 12 mesi; da 10 a 12 mila sono i medici in Italia nei pronto soccorso. Inoltre si calcolano 5.000 medici in meno entro fine 2022, con 100 dimissioni di medici. Il 45%
​​​​ di chi resta sulle barelle è in attesa di essere ricoverato.

Il Ministro Roberto Speranza, in un video di saluti inviato a SIMEU, ha affermato: “Occorre fermarsi un secondo a capire come si rilancia il nostro servizio sanitario nazionale, e come possiamo renderlo più forte. Dovremmo lavorare anche usando gli specializzandi per porre rimedio alle situazioni più complesse che abbiamo di fronte a noi” continua “Mi auguro che il lavoro che dovremo continuare a fare insieme, - abbiamo istituto un tavolo di confronto con la vostra organizzazione in modo particolare - ci aiuti a individuare proposte concrete che diano una risposta a un pezzo fondamentale del nostro comparto del servizio nazionale che voi rappresentate. Siamo consapevoli dell’importanza del vostro ruolo e della vostra funzione”.

Il Presidente Nazionale Fabio De Iaco ha espresso la necessità di reclutare nuove forze dalle scuole di specializzazione, cambiando lo status giuridico degli specializzandi: “Sono giovani medici, non vecchi studenti. Secondo noi, è fondamentale che svolgano gli ultimi tre anni di specializzazione in ospedale dove potrebbero essere inquadrati come dirigenti con responsabilità commisurate alle competenze”.

“Non è possibile pianificare un futuro sostenibile senza considerare il proprio passato” sono state le parole di Salvatore Manca, past President Simeu, che ha presentato un excursus storico dal pre-covid ad oggi, per porre poi l’attenzione sulla condizione presente. Le ombre della medicina dell’emergenza sono state invece delineate da Francesco Pugliese, Presidente del comitato scientifico del Congresso. “La medicina di Emergenza-Urgenza ha sviluppato l’attuale senso di identità in 20 anni, raggiungendo disciplina e specializzazione” con queste parole ha iniziato il suo discorso. “Nel tempo, si sono sviluppate delle criticità che ora devono trovare soluzioni di sistema: il grave sovraffollamento del Pronto Soccorso; la carenza di personale, in prevalenza medico e l’integrazione tra il sistema di Emergenza-Urgenza pre-ospedaliero e ospedaliero”.

VACCINI E RICERCA 
ll futuro della ricerca e dei vaccini è stato invece il tema toccato da Alberto Mantovani, Professore Emerito presso Humanitas University, Direttore Scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas. “I vaccini sono una conquista dell’umanità, un diritto, una sicurezza sulla vita per il futuro. La pandemia ha confermato questo. La sfida del futuro è attraversare la dimensione del non conoscere per conoscere insieme, la scienza deve essere al servizio degli individui per una salute condivisa”. Con l’umiltà di un grande ricercatore ha dichiarato: “Io ho imparato molto da voi medici dell’emergenza urgenza. Grazie a voi che siete stati per me un osservatorio sul campo”.

La voce dei medici, degli infermieri e degli specializzandi d’Italia
A seguire, è stata data voce alla platea, formata da professionisti e specializzandi MEU, che sono saliti sul palco e, in trenta secondi ciascuno, hanno presentato al Presidente Fabio De Iaco il loro punto di vista. Il Presidente si è posto come ascoltatore attivo dei messaggi e ha, poi, dichiarato: “La valorizzazione economica non è adeguata e manca il riconoscimento come attività usurante”.
Le possibilità di avanzamento di carriera e la dignità professionale sono le principali richieste: “C’è il problema delle cooperative Sembra che chiunque possa svolgere il nostro lavoro. Un neolaureato che aderisce a una cooperativa può coprire un medesimo turno con me, senza nessuna competenza specifica, ma viene pagato fino a 4 o 5 volte di più. Molti si licenziano dall'ospedale per aderire alle coop e, attraverso queste, rientrare negli ospedali che dove lavoravano come liberi professionisti. La coop fa da intermediario con le aziende per assegnare turni e servizi, trattenendo una quota sulle singole prestazioni, che possono essere anche singoli turni. Così il lavoro in team non esiste più. Come fa il direttore della struttura a garantire il buon funzionamento del pronto soccorso? Come può garantire che il medico che arriva per la notte, mai visto e conosciuto, sappia quali sono le disponibilità dell’ospedale in cui opera?”.

CHI RIMANE IN CORSIA C’è chi non si arrende. L’intervento di Agnese Testori, infermiera MEU, ha sottolineato in modo preciso e incisivo quanto la pandemia abbia esagerato i disagi lavorativi latenti e sommersi legati alle carenze strutturali e di organico che si registrano nelle UO di Emergenza-Urgenza, PS e 118. Gli “addetti ai lavori istituzionali” devono valutare che la perdita di professionalità, di competenze e esperienza compromette la qualità dell’assistenza, aumentando il livello di rischio clinico per il cittadino. E’ indispensabile l’avvio di un progetto di analisi e determinazione delle competenze degli infermieri dell’emergenza per definire la loro identità. Il personale infermieristico dell’emergenza-urgenza, nei vari ruoli, rappresenta una risorsa fondamentale per il sistema e deve seguire percorsi di formazione specifici, quale prerogativa fondamentale. Secondo Testori “occorre tracciare un percorso coerente di ruoli da ricoprire nel tempo, prevedendo un sistema premiante in grado di conferire equità al rapporto tra contributi e incentivi, in perfetta linea con gli altri membri dell’Ue”:

Con lei sul palco Francesca Mangiatordi, medico di emergenza e urgenza, che ha sottolineato le buone ragioni per continuare a resistere e a lottare per difendere una “professione” tra le più complesse e coinvolgenti nel campo della medicina. “Non serve girare il mondo perché il mondo viene da noi”. Forte identità e un progetto di gestione uniforme sul territorio è la sua visione del domani.

La conclusione dei lavori è stata: “Bisogna essere concreti, la sanità territoriale non si ristruttura in sei mesi e l'aumento delle borse di studio avrà un impatto solo tra diversi anni. È necessario intervenire con provvedimenti straordinari”. Il consesso SIMEU ha una visione chiara e proposte precise per risolvere le situazioni contingenti.



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