Uccise la moglie a martellate nel sonno: niente ergastolo, condannato a 23 anni
Si è concluso il processo di primo grado a carico del 71enne Giovanni Laguardia

É stato condannato in primo grado a 23 anni di reclusione Giovanni Laguardia, 71enne pensionato originario di Matera, a processo per l'omicidio della moglie, la 61enne ucraina Vera Mudra, fatti avvenuti a Rimini il 25 ottobre del 2020. La procura aveva chiesto per l'imputato 24 anni di condanna, senza più contestare la premeditazione e chiedendo anche la concessione delle attenuanti generiche: per l'immediata confessione, per il fatto di essere incensurato e per la buona condotta in sede processuale.
Difeso dagli avvocati Andrea Mandolesi e Linda Andreani, l'uomo rischiava l'ergastolo: aveva ucciso la donna a martellate, nel sonno, e ciò aveva fatto inizialmente propendere la procura per la premeditazione dell'omicidio, in quanto l'uxoricida aveva atteso che la donna si addormentasse, per toglierle la vita. Lui stesso aveva chiamato immediatamente il 112 e ammesso le proprie responsabilità ai poliziotti intervenuti, giustificando il suo atto con le continue richieste di denaro avanzate dalla donna, intenzionata a mandare soldi ai figli in Ucraina. Il perito incaricato dal Tribunale aveva accertato successivamente che Laguardia fosse in pieno possesso delle sue facoltà mentali la notte dell'omicidio e proprio il contenuto della perizia è al centro di una valutazione dei legali difensori, che, non convinti dell'accuratezza di essa, potrebbero impugnare la sentenza e presentare ricorso in appello. Al processo hanno preso parte, come parti civili, anche i figli e la nipote della vittima, rappresentati dall'avvocato Cristiano Basile.