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Vende magliette di squadre da calcio false, assolta 46enne cinese

Assolta dai reati di contraffazione e ricettazione: le maglie erano palesemente dei falsi

Cronaca Rimini | 22:00 - 23 Febbraio 2022 Foto di repertorio Foto di repertorio.


La Guardia di Finanza le aveva sequestrato 250 magliette da calcio non originali, durante un'operazione finalizzata al contrasto della vendita di capi di abbigliamento e accessori con marchi contraffatti. Una 46enne di nazionalità cinese, titolare di un magazzino a Bellaria Igea Marina, si era così ritrovata a processo (Notizia precedente), imputata per i reati di contraffazione e ricettazione. Oggi (mercoledì 23 febbraio) è stata assolta da entrambe le accuse: perché il fatto non costituisce reato, per il primo capo d'accusa; perché il fatto non sussiste, per il secondo.

Le maglie in questione erano copie di quelle delle principali squadre di calcio italiane e internazionali. Presentavano un'etichetta di non conformità all'originale e delle vistose difformità rispetto a quelle  prodotte da famosi marchi di abbigliamento sportivo. I legali difensori, l'avvocato Paolo Ghiselli e il dott.Alberto Brighi, per provare l'innocenza della propria assistita, hanno presentato un'ampia memoria difensiva, mettendo in evidenza le differenze tra le maglie messe in vendita e quelle originali ed effettuando una minuziosa comparazione. Non si poteva configurare il reato di contraffazione (e quindi anche la ricettazione), perché i prodotti in questione erano palesemente dei "tarocchi". Anche per il prezzo, molto più basso: l'acquirente non poteva avere dubbi sul fatto che stesse acquistando dei "falsi", né quindi essere ingannato. E infine l'imputata aveva acquistato regolarmente il materiale da una ditta di Rimini, pagando tutto con regolari fatture. Queste le argomentazioni della difesa, accolte dal giudice, ed anche la Procura aveva chiesto l'assoluzione della 46enne.

Peraltro, negli ultimi dieci anni, il mercato dei falsi "calcistici" ha seguito altre strade ben più fruttuose rispetto alla bancarella o al bazar del lungomare: quelle dell'online. Oggi proliferano siti che vendono maglie all'apparenza uguali a quelle originali, con loghi degli sponsor tecnici ed etichette, a prezzi però molto più bassi. L'occhio dell'esperto collezionista, tuttavia, nota i dettagli che le rendono differenti dagli originali. Il business riguarda anche le maglie storiche, visto l'effetto retronostalgia e l'aumento della domanda delle divise dei calciatori del passato: riprodotte (quasi) perfettamente, con loghi ed etichette e pure le stampe del tessuto. 

In fotogallery l'avvocato Paolo Ghiselli


 

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