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Truffa da 440 milioni su bonus Covid, Procuratore Capo: "Danno enorme per lo Stato"

"Il coronavirus per taluni è stata occasione di arricchimento", spiega

Attualità Rimini | 12:32 - 31 Gennaio 2022 Foto di repertorio Foto di repertorio.


"Un'indagine nata da un approfondimento di una procedura fallimentare, in cui la società in questione esibiva crediti che non c'erano". Lo ha spiegato Elisabetta Melotti, capo della Procura della Repubblica di Rimini, a proposito dell'indagine della Guardia Finanza denominata 'Free Credit' che ha portato alla luce una truffa da 440 milioni di euro sui bonus e falsi crediti d'imposta, che ha portato a 35 le misure cautelari, 8 in carcere e 4 ai domiciliari. "L'indagine iniziata in estate - ha precisato la Melotti - e nel giro di qualche settimana, un mese, ci si è resi conto dell'ampiezza e della complessità del panorama. Ci si trovati davanti ad un danno per lo Stato davvero rilevante".

E' la prima indagine in Italia, sulle truffe attraverso i bonus locazione, sisma e facciate introdotti a seguito dell'emergenza coronavirus. Da qui l'importanza, secondo la procuratrice di Rimini, di informare velocemente e bene "l'Agenzia delle Entrate, perché questo schema poteva essere ripetuto in altre parti d'Italia". "Voglio rilevare quindi il senso dello Stato e di rispetto istituzionale - ha quindi aggiunto - e vorrei ringraziare la la Gdf e il procuratore Paolo Gengarelli che hanno lavorato ottimamente per arginare un danno enorme per le casse dello Stato. Si è trattato di un sistema articolato e complesso che anche alla luce della modifica normativa cercavo il modo di aggirarlo a dimostrazione che per taluni il coronavirus stato un'occasione di arricchimento". 

 

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