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Morri Prefabbricati, la storica azienda rischia la sparizione: nessun compratore interessato

Appello al mondo imprenditoriale per evitare la sparizione e la disoccupazione di tanti lavoratori

Attualità Rimini | 14:21 - 26 Gennaio 2022 Foto da Google Street View Foto da Google Street View.


Si è tenuto questa mattina (mercoledì 26 gennaio) il tavolo di salvaguardia occupazionale per la Morri Prefabbricati di Rimini. Convocato dalla Provincia su input dei sindacati, all’incontro erano presenti la Provincia di Rimini, la Regione Emilia-Romagna, l’Agenzia regionale per il lavoro di Rimini, le rappresentanze sindacali e il curatore fallimentare.

L'azienda è stata dichiarata fallita lo scorso luglio.  Da subito il curatore ha dialogato con i sindacati, ottenendo una Cassa Integrazione Straordinaria per cessata attività della durata di 12 mesi, tentando poi di far ripartire l'azienda. La curatela fallimentare ha indetto un bando per rilevare l’azienda; tuttavia, l’unica offerta pervenuta non era interessata ai lavoratori e a dare continuità produttiva, ma solo ad acquisire materiali ed attrezzature.

Le istituzioni locali presenti al tavolo e i sindacati fanno appello affinché realtà produttive e imprenditoriali si facciano avanti per non perdere questo importante presidio produttivo e occupazionale di Rimini.

Tra dieci giorni sarà riconvocato il tavolo di salvaguardia per fare il punto su quello che potrà accadere nei prossimi giorni, anche in seguito a questo appello. “Prima di lasciare che un’azienda storica del riminese si dissolva – dichiarano i consiglieri provinciali Alice Parma e Giuliano Zamagni – con le prevedibili conseguenze occupazionali, nello spirito che è proprio del Patto per il lavoro e per il clima, abbiamo concordato tutti insieme di lanciare un appello al mondo imprenditoriale per salvare la ditta, la continuità aziendale e i posti di lavoro. Dobbiamo fare tutto il possibile per scongiurare quel processo di deindustrializzazione che è una piaga del tessuto produttivo di un territorio e che ha ricadute sociali che non possiamo e non vogliamo più permetterci”.

 

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