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Baby gang si difende: "La sera della rapina stavo andando a Rimini"

'Ho cambiato vita, vivo di musica'

Cronaca Rimini | 14:44 - 23 Gennaio 2022 Il cantante rapper Baby Gang Il cantante rapper Baby Gang.

"Io non c’entro con quella rapina, in quelle ore stavo andando a Rimini. E poi ho cambiato vita". Così si è difeso il rapper Baby Gang, nome d'arte del ventenne Zaccaria Mouhib, nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Milano Manuela Scudieri, assistito dall'avvocato Niccolò Vecchioni. Il rapper ha inoltre detto di aver "cambiato vita", di aver raggiunto una "stabilità" economica, perché nell'ultimo periodo ha sottoscritto ben tre contratti musicali con una major, e di non essere più la stessa persona che viveva di reati, come le rapine, anche perché non ne ha più "bisogno".
 


Il giovane è finito in carcere tre giorni fa in un'inchiesta milanese su una serie di rapine, che ha portato all'arresto anche di altri due suoi 'colleghi', Amine Ez Zaaraoui, noto come Neima Ezza, e Samuel Matthew Dhahri, detto 'Samy'. La difesa di Baby Gang, dopo l'interrogatorio, ha chiesto al gip la revoca della misura cautelare, ossia la scarcerazione e in subordine i domiciliari, puntando soprattutto sul fatto che sull'unica rapina riconosciuta dal giudice a carico del 20enne nell'ordinanza, ossia quella del luglio scorso a Vignate (Milano), non ci sarebbero elementi che dimostrano che lui era là quando veniva compiuto il reato. Quella sera, infatti, ha chiarito Mouhib, era in viaggio in autostrada verso Rimini. E dai dati sulle celle telefoniche agli atti dell'indagine, ha chiarito la difesa, si evince solo che lui era a Vignate alle 13.38 e dunque "ben 7 ore prima della rapina" ai danni di un ragazzo. Era a "pranzo da un amico" da cui era stato ospite la notte, ha spiegato il rapper, e poi quella sera si è spostato a Rimini, come dimostrato anche dai suoi "post sui social".

 

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