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La storia vera di Charlotte Von Mahlsdorf al Teatro degli Atti di Rimini

"Io sono mia moglie" con Michele Di Giacomo, venerdì 21 gennaio alle 21

Eventi Rimini | 13:39 - 19 Gennaio 2022 Michele Di Giacomo sul palco Michele Di Giacomo sul palco.


Non mi sembra possibile che lei possa esserci. Non dovrebbe nemmeno esistere”.  Così scrive Doug Wright in una lettera a Charlotte. Ed è infatti incredibile che Charlotte Von Mahlsdorf sia sopravvissuta, in abiti femminili, al periodo più cruento della storia del Novecento. Eppure la sua è una storia reale, che Doug Wright racconta in un testo vincitore del premio Pulitzer per la drammaturgia nel 2004 e che sarà presentato al pubblico riminese dopodomani (venerdì 21 gennaio), alle 21 al Teatro degli Atti. 

"Io sono mia moglie"
 è il nuovo appuntamento della stagione di prosa 2021/2022 del Teatro Galli. Una prova d’attore per Michele Di Giacomo, artista romagnolo che in “Io sono mia moglie” darà vita ad un monologo in cui interpreta più di venti personaggi.   "Io sono mia moglie" ripercorre la vita di Charlotte, un travestito di Berlino sopravvissuta all’assalto nazista e al regime comunista salvando mobili dalle case degli ebrei deportati e dalle abitazioni confiscate dalla Stasi. Collezionista compulsiva, ha preservato la cultura del periodo creando il museo Gründerzeit, che diventa anche punto di riferimento nascosto per la comunità omosessuale di Berlino Est.   Ma chi è davvero Charlotte? È Lothar Berfelde, il bambino che un tempo è stato? È un'eroina? O forse è una spia della Stasi? Una domanda a cui si cerca di dare una risposta attraverso i nastri delle interviste che Doug Wright le fa dal gennaio del 1993, una indagine volta a conoscere chi sia questo travestito la cui vita rappresenta di per sé un simbolo, una vittoria sulla storia, con l’obiettivo di farne un testo teatrale.  

Nel buio del palcoscenico, in bilico tra il reale e il metafisico, si apre al pubblico una scatola scenica dai colori neutri, piena di scatole da scarpe colme di nastri, pezzi di giornali, documenti e il plastico di un museo. Uno spazio che permette di rappresentare gli episodi più salienti della vita di Charlotte e gli incontri tra lei e il drammaturgo.  Il “travestitismo” di Charlotte è un mezzo per nascondersi o un modo per mostrare la parte più vera di sé? Michele Di Giacomo accompagna il pubblico in un viaggio vorticoso in bilico tra indagine e gioco di maschere che lascia allo spettatore la possibilità di trovare la propria risposta. 


 

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