Marted́ 18 Gennaio23:29:20
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

A Cattolica la Napoli di Luciano De Crescenzo con 'Così parlò Bellavista'

Martedì 18 gennaio al teatro della Regina con Geppy Gleijeses e Marisa Laurito

Eventi Cattolica | 11:58 - 14 Gennaio 2022 Benedetto Casillo, Marisa Laurito e Geppy Gleijeses Benedetto Casillo, Marisa Laurito e Geppy Gleijeses.

Tratto dal film culto di Luciano De Crescenzo, martedì 18 gennaio (ore 21.15) approda al Teatro della Regina di Cattolica un grande esilarante omaggio alla napoletanità, Così parlò Bellavista – Gold Edition, spettacolo diretto e interpretato da Geppy Gleijeses, affiancato da Marisa Laurito e Benedetto Casillo. Fortemente voluto da Alessandro Siani, l'adattamento di Geppy Gleijeses omaggia l'ingegnere-filosofo napoletano che ci ha lasciato nel 2019 proponendo, insieme, la celebrazione di un'umanità e una saggezza tutte partenopee. Geppy Gleijeses, anche alla regia, interpreta il Professore nato dal romanzo e reso celebre dal film di Luciano De Crescenzo.

Sullo sfondo dell'eterna diatriba, di carattere etnico/sentimentale, tra uomini d'amore (napoletani) e uomini di libertà (milanesi), rivivono, in un perfetto meccanismo teatrale, le scene più divertenti del film. La scenografia riproduce la facciata del grande palazzo di via Foria, dove fu girata la pellicola, con i tipici elementi della casa partenopea: il tavolo dei pomodori, il negozio di arredi sacri, l'ascensore, il cenacolo. Proprio qui, nel cenacolo, Bellavista tiene le sue dissertazioni e regala pillole di saggezza. La produzione è anche un omaggio al coautore di quel film, Riccardo Pazzaglia, in memoria di una stagione cinematografica e televisiva indimenticabile.

Note sullo spettacolo...e altro di Geppy Gleijeses

[...] Luciano, e mi perdonerà chi ha più titolo di me, per quanto mi riguarda, e non credo di sbagliare, non è stato solo un divulgatore: è stato filosofo sui generis, poeta, romanziere, regista, sceneggiatore, umorista, attore, eccetera eccetera... Troppa roba per essere perdonati. O, come avrebbe detto lui, "Troppa grazia Sant'Antonio!!". Sinceramente non pensavo ad adattare, produrre, mettere in scena e interpretare Così parlò Bellavista. Il ricordo di quel film è nella memoria mia, e soprattutto della gente napoletana, indelebile e forse intangibile. C'era un solo modo limpido e affascinante per portarlo in teatro. Distaccarsi dal film e creare un'opera autonoma, specificamente teatrale.

[...] Abbiamo voluto ambientare lo spettacolo negli stessi anni del film e in realtà non abbiamo dovuto adeguare all'oggi nemmeno una battuta. Come ci ha insegnato Luciano, dobbiamo avere fede: "Napoli, con il suo spirito d'adattamento, è forse l'ultima speranza che ha il genere umano per sopravvivere". I sentimenti nostri, quelli veri, quelli che Luciano ha descritto, non sono cambiati e non cambieranno mai.

< Articolo precedente Articolo successivo >