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Delfini maltrattati a Rimini, definitiva condanna direttore 

Per Cassazione inammissibile ricorso. Lav, caso unico in Europa 

Attualità Rimini | 17:50 - 12 Gennaio 2022 Foto di repertorio Foto di repertorio.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ex direttore del Delfinario di Rimini, che vi ha poi rinunciato, confermando così la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Bologna nel febbraio 2021 rendendo definitiva la condanna a sei mesi del direttore per maltrattamento di animali, e la confisca dei delfini, affidati allo Stato come richiesto dalla Lav, senza derubricazione del reato all'articolo 727 del Codice penale, ovvero la detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. Lo fa sapere la stessa Lav, che ricorda inoltre come la Terza sezione Penale della Corte d'Appello di Bologna aveva assolto l'altra imputata, una veterinaria. "Gli animali sono attualmente affidati ai ministeri di Ambiente, Salute e Politiche Agricole nell'Acquario di Genova - sottolinea ancora la Lav - i delfini non potranno quindi essere messi in vendita. Si tratta del primo caso, una ulteriore novità assoluta per l'Italia e l'Europa, che apre un nuovo importante e positivo capitolo nella tutela giuridica di questi animali". "La nostra passione e dedizione è oggi ripagata - ha aggiunto Andrea Casini, responsabile Lav per gli animali esotici - finalmente è stata fatta giustizia per i delfini coinvolti in maltrattamenti, condizioni ambientali proibitive e totale indifferenza dei alle loro necessità etologiche". 

 

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