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Covid, ospedali sotto pressione ma non solo: carenze strutturali emergono impietose

Medici seppelliti dalla burocrazia e con un numero troppo elevato di assistiti, file infinite ai centri vaccinali e per i tamponi

Attualità Rimini | 13:29 - 12 Gennaio 2022 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Il sindacato Ugl Emilia Romagna, in una nota, evidenzia la situazione critica per la sanità regionale con l'aumento esponenziale dei contagi da Sars-CoV-2, accusando le istituzioni sanitarie e politiche di non aver saputo affrontare adeguatamente la quarta ondata pandemica. "Carenza del personale e insufficienza dei posti letto sono problemi endemici nella sanità regionale che il Covid ha soltanto acuito. Il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego, i corsi di laurea in medicina a numero chiuso, la chiusura dei cosiddetti piccoli ospedali e la mancata stabilizzazione degli operatori socio sanitari precari o disoccupati ha concorso a creare questa situazione emergenziale", rimarca la nota. Ma non solo. In particolare, evidenzia il segretario Tullia Bevilacqua, sono mancati totalmente interventi strutturali: "dotare la popolazione di strumenti di protezione individuali adeguati, rafforzare le strutture e il personale sanitario per fronteggiare l'emergenza, aumentare gli hub vaccinali ed i drive through in ogni centro abitato, anche nelle piccole città oggi penalizzate. Si dovevano e si devono adottare misure urgenti per garantire quel modello di sanità pubblica che altre regioni ci invidiano, ma adattandolo alla nuova e straordinaria situazione".

Parole che invitano a una riflessione, focalizzata anche sul nostro territorio. Il direttore sanitario dell'Ausl Romagna, Mattia Altini, ha parlato di "situazione attuale di criticità moderata" per il nostro territorio, a una condizione: "fino a che il numero dei ricoveri rimarrà contenuto". Al di là degli scenari pessimistici e al di là di fattori oggettivi (la positivizzazione di quasi 700 operatori sanitari in Romagna nonostante la vaccinazione, una problematica della quale politica e istituzioni sanitarie non hanno responsabilità),  la situazione è comunque critica, con medici di medicina generale seppelliti dalla burocrazia e costretti a far fronte a un elevatissimo numero propri assistiti  malati, a tal punto da invocare un "lockdown totale e generalizzato" di un mese che avrebbe conseguenze disastrose per un'economia già martoriata (tralasciando le conseguenze psicologiche) e sarebbe il miglior spot per i contrari alla vaccinazione ("Torniamo in lockdown nonostante tre dosi di vaccino"); dall'altra parte però ci sono tanti  cittadini malati in isolamento che talvolta non sono seguiti adeguatamente, lunghissime file (al freddo) ai centri vaccinali, ai drive through e in farmacia. E anziani vaccinati, ma con fattori di rischio, che hanno sintomi e ai quali può non venire diagnosticata la positività al Covid in tempi utili per la somministrazione dei tanto invocati anticorpi monoclonali. L'assessore alle politiche sanitarie del comune di Rimini Kristian Gianfreda, nel suo ultimo intervento sul tema gestione della pandemia, si è limitato all'ordinaria amministrazione, a dire che l'hub vaccinale di Rimini Fiera diventerà permanente. Le dosi booster però non potranno essere somministrate all'infinito, ma probabilmente sarà necessaria una inoculazione, come per il vaccino anti-influenzale, ogni novembre, per tutti, in modo da affrontare con il maggior numero di anticorpi la stagione invernale: possono due soli hub vaccinali (Rimini e Riccione) soddisfare tutto il bisogno della popolazione riminese? L'assessore Gianfreda ha rassicurato su una programmazione, da parte dell'amministrazione comunale, che porti a un rinnovamento del sistema sanitario, potenziando i presidi sul territorio, ma Il virus evolve e lo stato di emergenza continua. Purtroppo, di fronte al culmine della quarta ondata, ci rendiamo conto di essere stati quasi del tutto impreparati. Dobbiamo convivere con il Sars-CoV-2, tuttavia è una convivenza ad oggi impossibile in queste condizioni. Su questo, politici e dirigenti dovranno spendere una riflessione urgente e dare risposte a una cittadinanza oramai esasperata. 

 

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