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"No green pass, Chiesa non è discoteca", Vicario Diocesi di Rimini risponde alla polemica

Era stato il presidente della provincia di Rimini Riziero Santi a chiedere una stretta

Attualità Rimini | 15:28 - 11 Gennaio 2022 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Nei giorni scorsi, sulla sua pagina Facebook, il presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi era stato piuttosto netto, parlando di 'fede e Green pass: "nemmeno le chiese - aveva scritto - possono essere considerate zone franche. Non capisco e non condivido l'ostinazione da parte dei vescovi di non accettare l'idea di chiedere il Green pass (ormai chiesto per ogni tipo di attività) per assistere alle funzioni religiose. E' doveroso tutelare la salute dei fedeli e dei parroci".

Oggi (martedì 11 gennaio)  la replica del Vicario della Diocesi di Rimini, don Maurizio Fabbri secondo cui, come spiega al Corriere di Romagna, "ci sono valori diversi: un conto è infatti andare al cinema o in discoteca e un altro è poter manifestare la libertà di culto riconosciuta dalla Costituzione e in nome della quale è stato sottoscritto un protocollo con il Governo già nel maggio 2020 poi confermato con alcune modifiche".

Si tratta, argomenta, di "una serie di indicazioni che valgono non solo per la Chiesa Cattolica, ma per tutte le religioni. E' chiaro che siamo aperti a fare la nostra parte in ogni emergenza, come avvenne d'altra parte nel maggio 2020 quando si decise di chiudere le chiese. Ma non mi sembra questo il momento: come è consentito a un cittadino di andare in farmacia o di usufruire dei cosiddetti servizi essenziali, è giusto gli sia data la possibilità di partecipare liberamente alla vita della Chiesa visto che anche questo è considerato dalla Costituzione un valore primario".

Quanto a Green pass a messa, aggiunge il Vicario della Diocesi di Rimini, "le chiese sono stati fra i pochi luoghi in cui anche in estate ogni minima precauzione è stata adottata alla lettera sia in fatto di mascherine che di distanziamenti o procedure varie: c'è una grandissima attenzione da parte di tutti". E sulla vicenda, rivolto al Corriere di Romagna, interviene anche Don Andrea Turchini, già parroco della Collegiata di Santarcangelo e ora rettore del seminario di Bologna: "E' un tema che si è deciso di affrontare in maniera ufficiale con il Governo: si è puntato sulla garanzia delle condizioni di sicurezza durante le celebrazioni". La Chiesa, conclude, "ha una posizione chiarissima sul vaccino, è pienamente favorevole, ma come comunità cristiana non ci si può porre in atteggiamento esclusivo rispetto alla comunità ed escludere chi non lo sia". 

 

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