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Insegnante di Rimini fa sciopero della fame contro il green pass

Diego Zannoli: "Perchè per lavorare devo esibire tessera per lavorare?"

Attualità Rimini | 13:44 - 11 Gennaio 2022 Diego Zannoli (foto dalla sua pagina Facebook) Diego Zannoli (foto dalla sua pagina Facebook).

Digiuno e preghiera per chiedere libertà di scelta sulla vaccinazione e sul Green pass. E' la forma di protesta in programma da domani (martedì 12 gennaio) scelta da un giovane insegnante riminese, Diego Zannoli, alla luce delle decisioni prese dal Governo sul fronte dell'emergenza Covid . "A partire da mercoledì 12 gennaio 2022 - scrive sulla sua pagina Facebook 'preghieraedigiuno' ripresa anche dal Corriere Romagna - non mangerò nulla e berrò unicamente acqua naturale. Digiunerò e pregherò per la pace, per la salute e per la libertà di tutti; perché possiamo lavorare liberamente per costruire i nostri sogni, convivendo pacificamente, rispettando e valorizzando le reciproche diversità".

Laureato in Ingegneria meccanica e assegnista di ricerca all'Università di Bologna, Zannoli, 36enne, lavora dal 2012 come insegnante nella scuola pubblica. "A settembre 2021 - scrive sul suo profilo Facebook in cui posta anche un video - mi è stato proposto un contratto annuale come insegnante nella scuola pubblica, per poterlo firmare avrei dovuto esibire il Green pass. Ho rifiutato di esibirlo, mi sono chiesto infatti: visto che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, perché per poter lavorare devo esibire una tessera? Attualmente lo Stato italiano impone trattamenti sanitari obbligatori a varie categorie di lavoratori, con possibili effetti collaterali, anche molto gravi. Chi decide di non sottoporsi a tali trattamenti è totalmente escluso dalla vita sociale e lavorativa, senza stipendio e senza aiuti di alcun tipo: una lenta condanna a morte per solitudine e per fame. Non sono favorevole a tali trattamenti, non sono contrario ad essi, vorrei la libertà di scelta".

Pronto a iniziare, domani, il suo digiuno Zannoli, invia un messaggio dai toni pacati. "Dispiace vedere divisioni in famiglia, fra amici, colleghi di lavoro, è invece molto importante ricordarci che non siamo uno contro l'altro..Tutti dobbiamo unirci, sia chi non cede al ricatto di perdere il lavoro, chi è costretto a cedere perché magari ha una famiglia da mantenere, ma anche chi fino ad ora non si è posto particolari problemi e ha seguito le indicazioni del governo, uniamoci tutti". Ad ogni modo, puntualizza in un altro passaggio del lungo post, "desidero manifestare pacificamente il mio dissenso: penso che con la violenza non si ottenga nulla, se non altra violenza e ulteriore dolore". 

 

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