Marted́ 25 Gennaio03:05:02
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Covid, sottosegretario Costa: "stop report quotidiano, numero contagi non dice nulla"

"Ho proposto una riflessione al ministro Speranza", spiega

Attualità Rimini | 12:55 - 11 Gennaio 2022 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Dall'inizio della pandemia ogni giorno gli organi di stampa, compreso il nostro sito, comunicano il bollettino dei contagi. Ma da qualche giorno si è aperta una riflessione, all'interno dell'opinione pubblica, sull'utilità di comunicare ogni giorno dati numerici che a questo punto della pandemia, con un elevato tasso di vaccinazione della popolazione, destinato peraltro a incrementarsi, non sono così rilevanti, diversamente dal numero dei ricoverati. Il primo a esporsi è stato Matteo Bassetti, primario di Malattie Infettive all’ospedale San Martino di Genova: "il report serale non dice nulla e non serve a nulla se non mettere l’ansia alle persone, siamo rimasti gli unici a fare il report giornaliero".  Il sottosegretario alla salute Andrea Costa, all'Ansa, ha rivelato di condividere la posizione di Bassetti "sull'inutilità del reporto giornaliero,  perchè il numero dei contagi di per sè non dice nulla" diversamente dai dati sulle ospedalizzazioni e occupazione delle terapie intensive. Costa ha rivelato di aver proposto così al ministro Speranza "una riflessione sull'attuale sistema di report".  Aggiunge Costa: "il fine è ormai la convivenza con il virus SasrSCoV2 ed è chiaro che la convivenza evidenzierà sempre un certo numero di contagiati, ma la cosa davvero importante è che i casi rilevati non determinino pressione eccessiva sugli ospedali". D'altronde, conclude, "in una fase endemica dell'epidemia di Covid, i contagi giornalieri non li comunicheremmo comunque più perchè non avrebbe senso, e non ha senso comunicarli neanche oggi poichè il numero dei contagi di per sè non dice nulla".  Arriverà dunque il momento di archiviare il bollettino giornaliero? Intanto, da segnalare che ieri (lunedì 10 gennaio) il bollettino della regione era sprovvisto di un dato fondamentale: la distinzione tra contagi sintomatici e asintomatici. Dato molto più rilevante di quello strettamente numerico: perchè la percentuale di asintomatici, nei tre giorni precedenti, oscillava tra il 60 e il 70%. Ed era da mesi che gli asintomatici non facevano registrare queste percentuali: segnali da considerare, in questa fase pandemica.




 

< Articolo precedente Articolo successivo >