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Pennabilli, il ricordo di Monsignor Negri: "portava nel cuore la sua gente"

Il messaggio di cordoglio del suo successore, il vescovo Turazzi

Attualità Pennabilli | 07:11 - 02 Gennaio 2022 Monsignor Luigi Negri con Papa Benedetto XVI durante la visita pastorale a Pennabilli Monsignor Luigi Negri con Papa Benedetto XVI durante la visita pastorale a Pennabilli.


Nel pomeriggio venerdì (31 dicembre) è scomparso Monsignor Luigi Negri, nato il 26 Novembre 1941 e ordinato sacerdote il 28 Giugno 1971. Le esequie saranno celebrate il 5 gennaio alle 10 a San Francesco (Ferrara). Prima di essere nominato arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, dal 2005 al 2013 è stato vescovo della diocesi di San Marino-Montefeltro, successore di Paolo Rabitti. Il vesovo Andrea Turazzi lo ha ricordato in un sentito messaggio di cordoglio, dove ha rimarcato il grande amore che Monsignor Negri provava verso i cittadini della sua diocesi. 

IL MESSAGGIO DI CORDOGLIO DEL VESCOVO TURAZZI  Sapevo dell’aggravarsi dell’infermità di mons. Luigi Negri. Insieme fedeli, religiosi e sacerdoti della Diocesi di San Marino-Montefeltro abbiamo pregato per lui con affetto e gratitudine filiale. Non è stato consentito ad una nostra delegazione di fargli visita e portargli l’augurio di tutti. L’ultimo giorno dell’anno si è conclusa la sua esistenza terrena.

Nella memoria di mons. Luigi sono racchiusi un’infinità di volti, soprattutto quello dei giovani ai quali ha dedicato tutto se stesso nell’insegnamento, nell’amicizia e nell’accompagnamento educativo.

Nella sua preghiera è stata ed è presente la cara Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio: le è stata affidata, subito dopo il terremoto del 2012, con le ferite del sisma e con quelle, non meno dolorose, di tante situazioni che ha affrontato con coraggio e dedizione. Ne sono stato testimone.

Ma un posto speciale nel suo cuore di pastore occupa la gente di San Marino e del Montefeltro. Ho ben presente con quale trasporto ne parlava, spesso commuovendosi: il territorio, le pievi, i borghi e soprattutto la gente di questo popolo che, con la sua fede, la ricchezza più vera – sono parole sue – ha vissuto in maniera seria e dignitosa anche le circostanze difficili della vita.

Qui la fede – ricordava tante volte – ha creato una cultura di popolo, ha custodito questa cultura e l’ha educata, contribuendo a realizzare «una civiltà realmente della verità e dell’amore». Accolgo e consegno queste parole come perla preziosa, come testamento spirituale, come progetto da realizzare.

La distanza non ha annullato i sentimenti, la partenza e il compimento definitivo del suo cammino lo rendono ancora più vicino.

Uno dei momenti più belli della sua missione pastorale tra noi è stato quel “giorno benedetto” della visita del Papa alla Diocesi. Fu un dono straordinario per tutti noi, ma anche una testimonianza di stima ed affetto di Benedetto XVI per la sua persona.

Chiedo nella preghiera: ci accompagni ancora, Eccellenza, con la sua preghiera di intercessione, perché sappiamo proseguire quel disegno per cui si è speso senza riserve: la ripresa forte della nostra fede, resa esperienza quotidiana e capace di un nuovo impeto missionario.


 

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