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Rimini, mascherine in centro all'aperto, Sindaco Sadegholvaad "serve una linea univoca"

"Un nuovo lockdown sarebbe insostenibile sotto ogni profilo" dice il primo cittadino

Attualità Rimini | 15:07 - 29 Novembre 2021 Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad.

Il periodo natalizio alle porte e l'accellerata dei contagi di Covid, spostamenti e limitazioni "tutti fattori che ci devono invitare a vivere le settimane che abbiamo davanti senza farci bloccare dalla paura, ma con la prudenza che si deve alla fase." In una nota il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad invita alla prudenza, alla speranza e alla coesione. Giudica non utili le iniziative "a macchia di leopardo" che vogliono, ad esempio, mascherine in centro all'aperto in un comune e non in un altro "Non credo che questo ‘municipalismo della mascherina’, che riguarda peraltro aree e amministrazioni limitrofe, possa essere pienamente efficace, né in termini di contenimento del virus, né sul fronte della gestione dei necessari controlli degli organismi deputati. Meglio dunque una linea univoca". Positivo l'utilizzo del Super Green pass "confido possa rivelarsi uno strumento utile per contenere l’avanzata del virus, garantendo allo stesso tempo la possibilità alle attività economiche, alle industrie,  ai negozi, ai pubblici esercizi, di continuare a lavorare senza nuove restrizioni, nel periodo più intenso dell’anno. Un nuovo lockdown sarebbe insostenibile sotto ogni profilo".
 

Di seguito la nota stampa del sindaco di Rimini


“L’accelerata nella ripresa dei contagi soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, la scoperta della nuova variante con le inevitabili incertezze che questa si trascina dietro, l’inizio del periodo natalizio con il moltiplicarsi degli spostamenti e occasioni di incontro e di convivialità: tutti fattori che ci devono invitare a vivere le settimane che abbiamo davanti senza farci bloccare dalla paura, ma con la prudenza che si deve alla fase. Prudenza significa prima di tutto fare le cose giuste senza farsi assalire dal panico o dall’impulso del momento, magari ancora prima delle verifiche necessarie. E prudenza significa anche, forse soprattutto, mettere in atto interventi omogenei, coordinati tra i diversi livelli istituzionali, in modo da evitare la pezza emotiva ‘a macchia di leopardo’ che sicuramente ha poca efficacia contro virus che non conoscono e non si fermano ai confini di due Comuni limitrofi. Il ‘super green pass’ in vigore il 6 dicembre confido possa rivelarsi uno strumento utile per contenere l’avanzata del virus, garantendo allo stesso tempo la possibilità alle attività economiche, alle industrie,  ai negozi, ai pubblici esercizi, di continuare a lavorare senza nuove restrizioni, nel periodo più intenso dell’anno. Un nuovo lockdown sarebbe, insostenibile sotto ogni profilo. Al nuovo provvedimento si affianca la scelta, adottata negli ultimi giorni da alcuni sindaci in particolare delle grandi città, di reintrodurre – pur permanendo in zona bianca - l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, limitato alle vie dello shopping o dove si registra il maggiore affollamento. Una misura che può essere di buon senso, ma di difficile gestione se, come avviene ora, resta applicata a spot, su base discrezionale. Non credo che questo ‘municipalismo della mascherina’, che riguarda peraltro aree e amministrazioni limitrofe, possa essere pienamente efficace, né in termini di contenimento del virus, né sul fronte della gestione dei necessari controlli degli organismi deputati. Meglio dunque una linea univoca, come già sottolineato oggi dal presidente Anci Antonio Decaro: se il Governo, anche sulla base delle indicazioni dalle autorità sanitarie, condivide l’opportunità di introdurre questa ulteriore misura di prevenzione, la applichi in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, o perlomeno su scala regionale o per aree vaste sovra comunali o sovraprovinciali. Oltre a rappresentare un messaggio più forte, una tale misura applicata in maniera omogenea sarebbe di più semplice gestione ed eviterebbe l’insorgere di situazioni paradossali, con regole differenti in poche manciate di chilometri, a seconda del confine comunale. Anci e i sindaci su questo sono in linea”.  


 

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