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Ex Questura, la nuova proprietà: "non ci sarà nessun centro commerciale"

Ariminum Sviluppo Immobiliare: "il punto di partenza è il Piano Integrato del 2020, approvato dal Comune di Rimini"

Attualità Rimini | 13:42 - 24 Novembre 2021 Ex nuova questura Ex nuova questura.

"In via Bassi non ci sarà nessun centro commerciale". Ariminum Sviluppo Immobiliare, società che ha acquisito l'immobile inizialmente destinato a diventare sede della nuova questura, risponde con una nota all'intervento di Confesercenti Rimini. Tutto era partito da una dichiarazione in consiglio comunale del sindaco Sadegholvaad, che aveva definito "un pessimo affare per i compratori" l'acquisizione dell'ex Questura per 14,5 milioni all'asta. In pratica il comune di Rimini non si farà condizionare dall'ingente investimento e nel confronto con la proprietà farà valere l'interesse della città. Ma gli imprenditori privati di Asi non intendono fare muro contro muro: il piano integrato del 2020 approvato dal comune di Rimini è il punto fermo e prevede alloggi sociali e funzioni miste, cioé spazi destinati a uffici e spazi di natura commerciale. Ariminum Sviluppo Immobiliare ha investito 14,5 milioni per la rigenerazione dello stabile, nella consapevolezza di dover rispettare i "paletti" fissati dal piano integrato del comune. 

LA NOTA È positivo ed auspicabile che siano sempre accese le luci dell’attenzione pubblica sulle scelte che riguardano l’utilizzo delle aree che nelle nostre città attendono, magari da anni, un intervento di riqualificazione.

La migliore scelta dipende secondo noi da vari fattori che virtuosamente confluiscono: chiarezza ed efficienza nei soggetti promotori, esclusivo interesse per la comunità negli organi amministrativi e politici, obiettività e competenza negli osservatori.

Venendo al tema che riguarda la progettazione sull’area ex Questura, ASI ritiene di aver dato già una prima importante dimostrazione. Dopo essersi aggiudicata l’asta, la società ha immediatamente ceduto gratuitamente all’Amministrazione le aree pubbliche realizzate all’interno del compendio di via Bassi, con una celerità fin qui sconosciuta e in piena collaborazione con il Comune di Rimini.

In linea generale, siamo convinti che la rigenerazione di un’area così preziosa debba essere definita da un progetto urbano di rilevante interesse pubblico, anche più ampio rispetto alle previsioni iniziali. Per parlare di questo siamo in attesa di incontrare l’Amministrazione, alla quale abbiamo chiesto un confronto che decolli da queste basi.

Il punto di partenza è il Piano Integrato del 2020, approvato dal Comune di Rimini e destinato ad ottenere i finanziamenti regionali per la realizzazione degli alloggi ERS di edilizia sociale. In quel piano erano già previste funzioni miste pubbliche e private. Sulla base di quelle informazioni ASI ha ritenuto ci fossero i presupposti per un intervento di rigenerazione. Una valutazione imprenditoriale che andrebbe del tutto rispettata. Non è cambiato nulla, non ci furono polemiche al tempo di quell’adozione e sono fuori luogo ora.

È anche fuorviante e non corretto associare ASI all’arrivo di qualunque brand commerciale. È comprensibile ci siano attenzione, curiosità, anche interessi da proteggere, ma allo stato attuale qualsiasi accostamento di questo tipo sposta il focus su questioni inesistenti ed estranee alla realtà. Non c’è scritto da nessuna parte che in via Bassi si realizzerà un centro commerciale, funzione ormai superata nella sua corretta definizione e nemmeno idonea alla location.

Viviamo un momento sociale ed economico che chiede riflessioni, non pregiudizi o superficialità. Servono conoscenza e competenza, oltre alla massima concentrazione sui fattori positivi per la collettività. Siamo pronti ad entrare nel vivo di questo confronto.

 

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