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Novafeltria, progetto di rigenerazione urbana nel mirino: "cittadini inascoltati"

Novaé critica l'amministrazione comunale, nel mirino il progetto su palazzo Lombardini

Attualità Novafeltria | 14:56 - 22 Novembre 2021 Novafeltria, progetto di rigenerazione urbana nel mirino: "cittadini inascoltati"


Novaé critica l'amministrazione comunale di Novafeltria in merito alle scelte conseguenti al bando di rigenerazione urbana 2021 della regione Emilia Romagna (con scadenza il 30 novembre 2021).  Novafeltria vi ha aderito, individuando, per la riqualificazione, il palazzo Lombardini; aggiungendo anche la valorizzazione della piazza Vittorio Emanuele e delle vie Mazzini e Garibaldi. Novaé sottolinea che l'amministrazione comunale aveva indetto un forum pubblico, per cittadini, organizzazioni sindacali e portatori di interesse per la mattinata del 29 ottobre, tre giorni dopo la determinazione comunale con la quale, spiega la nota di Novaé, "l'amministrazione aveva già stabilito non solo l'edificio sul quale intervenire", ma anche disposto "l'affidamento di incarico professionale per la redazione del progetto di fattibilità tecnica".  Nel dettaglio, spiega Novaé, "questo modo di procedere, fortemente impositivo è In totale contrasto con le attuali scelte della Regione per la quale i processi partecipativi sono un’ importante occasione per mettere al centro i cittadini nelle scelte delle amministrazioni, come dimostra il recentissimo Bando Partecipazione 2021.  Se le decisioni calano dall'alto e non appare propulsione all'ascolto di che si parla nella giunta Zanchini?"

Analizzando il progetto di riqualificazione di palazzo Lombardini, Novaé indica che "l'ala del palazzo Lombardini sulla quale l'amministrazione intende intervenire è stata già recentemente oggetto di interventi di restauro in facciata e sul tetto, ed è attualmente in uso per laboratori all’istituto Tonino Guerra". Per cui, si evidenzia, "in sostanza quello che l’amministrazione ha deciso di fare non è una rigenerazione urbana ma piuttosto una ristrutturazione interna con cambio di destinazioni d'uso. Se ne vorrebbe trarre un auditorium, forse un centro di musicoterapia, un laboratorio di liutaio, nulla a che vedere con attività che abbiano una forte ricaduta sulla collettività", mentre il progetto sulla rigenerazione urbana deve riferirsi a un intervento per rimediare a uno stato di degrado del territorio. "Tale degrado nell’area identificata per interventi di riqualificazione, che comprende praticamente tutto il centro storico, è inesistente, e di fatto non viene spiegato come si intenda procedere".

All'amministrazione Zanchini viene imputato anche di non aver ascoltato "le proposte dei presenti al forum del 29 ottobre, che individuavano altre zone d’intervento di riqualificazione urbana". "La corte ha deliberato, seduta chiusa", si evidenzia.  "Da ultimo ma non ultimo va sottolineato che l'intervento imposto dall’amministrazione, certamente non scelto né voluto dalla cittadinanza,  prevede spese per 921 mila euro di cui 700 mila regionali e 210 mila a carico comunale", chiosa la nota di Novaé.

 

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