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Cuba protagonista di un film in anteprima al cinema Fulgor di Rimini

"Ay, Rachel!" martedì 23 novembre, ore 21. Evento della Sagra Musicale Malatestiana

Eventi Rimini | 09:41 - 22 Novembre 2021 Una scena del film "Ay Rachel" Una scena del film "Ay Rachel".

Cantante, ballerina, soubrette, prostituta: ma chi era veramente Rachel? Le confessioni della donna che fu protagonista degli splendori e le miserie della belle époque cubana, negli anni Venti del secolo scorso, le raccolse lo scrittore Miguel Barnet in un libro che in Italia piacque a Italo Calvino e che spinse il compositore Hans Werner Henze a trasformarle in un'opera che prese forme diverse: opera televisiva, radiodramma, zarzuela, senza mai trovare una versione definitiva. 


Dalla musica del grande compositore tedesco e dal testo dello scrittore cubano è nato un progetto cinematografico che segna un nuovo traguardo nella collaborazione della Sagra Musicale Malatestiana con Kublai Film dopo Zoroastro, Io Giacomo Casanova e Rivale, entrambe pellicole selezionate e vincitrici di premi a festival internazionali dedicati al film d'arte. Ay, Rachel! è il titolo del nuovo film firmato dal regista Alberto Girotto che sarà presentato in anteprima martedì 23 novembre – ore 21 – al Cinema Fulgor di Rimini.   

"Il film incarna il punto di vista di una donna artista sulla società, sull'amore, e sull'arte – spiega il regista Alberto Girotto- Le memorie di Amalia Vorg, in arte Rachel raccolte dallo scrittore cubano Miguel Barnet si alternano alle reazioni di altre persone e ad articoli di giornale, componendo il ritratto di una donna emancipata, dotata per la danza, il canto e la scena, amata e odiata da spettatori e collaboratori.  Se il testo di Barnet è ambientato nella Cuba degli anni '20 – spiega il regista - esso ricorda per molti aspetti il mondo di oggi: i politici arroganti, i maschi prepotenti, la necessità di denaro, la situazione ambivalente di libertà e schiavitù degli artisti. Oltre ad essere specchio sociale e politico del nostro mondo, questo testo offre un punto di vista prezioso: la narrazione è filtrata dalla mentalità di una star del vaudeville che si crede una grande artista e che porta in sottotraccia una riflessione sull'essenza dell'arte. Sentendo parlare Rachel, ci domandiamo: cos'è l'arte, che valore le dà la società e che status possiede oggi? Qual è il compito degli artisti? In che misura la società borghese degli ultimi due secoli ha chiesto loro di adottare un comportamento extra-sociale, avulso da questioni concrete, scottanti? Ovvero: in che misura l'arte è prostituzione?

Prodotto da Kublai-Film in collaborazione con la Sagra Musicale Malatestiana e l'Accademia Da Ponte, Ay Rachel! è stato girato a Rimini e Pesaro durante l'estate coinvolgendo i solisti della WunderkammerOrchestra diretti da Carlo Tenan e gli attori Marta Gasparini, Giacomo Pierobon, Matteo Buratto, Silvio Pasqualetto, Mirko Bottega.  Nelle intenzioni di Alberto Girotto – cineasta che nel 2014 con il film Animata
Resistenza diretto da lui e Francesco Montagner, vinse appena venticinquenne il Leone Premio Venezia Classici per il Miglior Documentario sul Cinema alla 71. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia – la protagonista si sdoppia con la voce e la presenza del mezzosoprano Cristina Zavalloni – musa di tanti compositori contemporanei - e l'attrice Erica Porrazzo , ad offrire un'immagine di Rachel proiettata nel tempo. 

"Non mi ero ancora mai interessato seriamente alla musica d'intrattenimento e da ballo – aveva scrittro Henze nelle sue memorie a proposito dell'opera - Dovevo innanzitutto conoscere bene questa forma artistica. Ciò che è ordinario non può essere rappresentato con mezzi ordinari, ma l'ambiguità può essere meglio illustrata mediante l'utilizzo di misure ambigue. Le bugie di Rachel devono essere smascherate dalla musica, o meglio le bugie della musica da Rachel".  A partire dalle musiche originali scritte per La Cubana, il compositore tedesco elaborò nel 1992 una suite di otto brani intitolata Lieder und Tänze, riproposte per la prima volta in Italia dal vivo in concerto e ora inserite nel film. 

"Il progetto cinematografico è avvenuto in parallelo all'esecuzione delle musiche nell'ambito della 72esima Sagra Musicale Malatestiana – spiega il produttore Lucio Scarpa – e intende rinnovare la formula innovativa sviluppata per Zoroastro, nel proporre su grande e piccolo schermo la musica, con tutte le riprese effettuate con una sola camera, elaborazione di una sceneggiatura, uso di piani sequenze eccetera.  Il film non intende essere una classica regia da opera televisiva ed è stato realizzato grazie ai preziosi insegnamenti avuti negli anni da Gianni Di Capua che ha sempre sostenuto 'la necessità che la musica, come anche il teatro, debbano trovare nuove strade, anche dal punto di vista dei mezzi espressivi, e che lo strumento televisivo possa fare moltissimo in tal senso'". 

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