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Casa Madiba, aumentano gli accessi al guardaroba solidale: "sempre più lavoratori precari"

Persone che, prima della pandemia, si mantenevano in equilibrio e nell'ultimo anno sono precipitate

Attualità Rimini | 14:31 - 20 Novembre 2021 Guardaroba solidale di Casa Madiba Guardaroba solidale di Casa Madiba.


Dopo il lockdown, il Guardaroba Solidale di Casa Madiba,a Rimini, ha riaperto le sue porte ad agosto 2020 con le consuete aperture del Lunedì e del Venerdìl dalle ore 9 alle ore 11. Nato nel 2015, nei primi cinque anni di attività ha dato sostegno soprattutto a senzatetto. Dopo la pandemia invece la situazione è totalmente cambiata, evidenziano gli attivisti in una nota, con un aumento notevole degli ingressi. Nel primo semestre 2021 sono stati 785 gli accessi totali, 120 quelli nuovi di persone che hanno usufruito per la prima volta del servizio: 554 uomini, 230 donne e  una persona transgender. "Il dato più preoccupante  rimane l'aumento delle persone in precarietà abitativa (413 accessi a fine giugno 2021) superando di fatto a livello di accessi le persone senza tetto (334)" , dicono le attiviste impegnate nelle due aperture settimanali. "Inoltre  – proseguono le attiviste il profilo sociale della persona che si rivolge al Guardaroba Solidale Madiba è cambiato con la pandemiaÈ il lavoratore e la lavoratrice impoveritə, in nero o con contratti intermittenti, non solo stranierə ma sempre di più anche di cittadinanza italiana, disoccupatə e precariə. Fra loro le donne sono rappresentate da badanti dell'Est, lavoratrici stagionali, casalinghe con mariti in cassa integrazione e figli piccoli a carico e da gestire".

Persone che, prima della pandemia, si mantenevano in equilibrio e nell'ultimo anno sono precipitate. "In più, sono statə esclusə dai bonus simbolici, temporanei e occasionali erogati dal governo Conte e Draghi, oppure non sono riuscite ad accedere alle pratiche per i buoni spesa e ai sostegni economici perché abbiamo sempre più a che fare con una burocrazia escludente, che omologa i bisogni e uniforma le risposte, escludendo proprio chi ha più difficoltà perché magari è anche privo degli strumenti e dei mezzi tecnici o linguistici per accedervi o della residenza" prosegue Mara insieme a Federica Montebelli, delegata sindacale che si occupa della Sportello Casa di ADL Cobas, sportello che lavora in stretta sinergia con il Guardaroba Solidale.


 

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