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Luigi D'Elia e i Bevano Est al Teatro CorTe di Coriano

Sabato 20 'Cinque racconti di fine estate', antiche storie contadine tra sogno e realtà

Eventi Coriano | 10:47 - 18 Novembre 2021 Un momento dello spettacolo - foto Paolo Cortesi Un momento dello spettacolo - foto Paolo Cortesi.

Sabato 20 novembre ore 21,15 una serata teatro – musicale con Luigi D’Elia e i Bevano Est in Cinque racconti di fine estate. Un racconto scritto e diretto da Simonetta Dellomonaco.

C’è una stagione che l’erba profuma di sera, i piedi vogliono stare scalzi, la notte promette un tremito. In quella stagione, all’orizzonte, se socchiudi gli occhi, puoi scorgere una sfumatura, una nebbiolina, ma più leggera, una linea densa. Quella è la linea delle storie, una foschia sottile che porta memorie, voci, carezze. Accade che quando ti investa tu ti possa ritrovare nudo, lì, sospeso… e poi? E poi è subito sera. C’è da andare via. A volte sulla pelle ti rimane come una salsedine. Umida. Quelle sono le storie da raccontare, quelle che rimangono sulla pelle. Cinque delicate e antiche storie contadine in bilico tra autenticità e sogno, cinque racconti impressionisti sospesi tra la terra rossa della Puglia e la Romagna di Fellini che colgono e fermano il paesaggio umano sconfinato di un’Italia che probabilmente non esiste più: c’è la prima trebbia che dalle nebbie dal grande nord arriva nella folla fiorita di uno stralunato paesino di campagna perso nel grano, c’è Angiolina, che una notte di fuoco sua papà la porta a vedere la calcara, c’è Lino che suona all’amore suo che è stato pizzicato, c’è un paese intero che di notte si mette in cammino sotto le stelle per arrivare in cima alla collina dove, anche quella notte, apparirà la balena. Questi e altri personaggi in un affresco di un tempo antico, dell’innocenza, un giro di fiabe sotto le stelle e a volte accade che a ballare a lungo, si finisca per volar via davvero. Lo spettacolo nasce dalla ricerca di D’Elia sul racconto della terra e della natura ascoltando contadini, carcarùli, musicisti terapeuti, ricercatori, poeti e amici e che affondano nella verità specchiata dell'Italia del Novecento, come le nostre radici, quelle digradate nell’esodo verso le città che hanno lasciato la campagna vuota di relazioni e piena di voglia di ricreare.

I protagonisti

Luigi D’Elia - voce narrante

Stefano Delvecchio- fisarmonica bitonica

Davide Castiglia- violino

Giampiero Cignani - clarinetto, clarinetto basso

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