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Uccise la moglie a martellate, ammessa la perizia psichiatrica

Al via il processo in Corte di assise a Rimini

Cronaca Rimini | 18:50 - 15 Novembre 2021 L'appartamento di via Pola a Rimini dove l'ex idraulico aveva colpito ripetutamente la donna L'appartamento di via Pola a Rimini dove l'ex idraulico aveva colpito ripetutamente la donna.

Si è aperto questa mattina, lunedì 15 novembre,  il processo in Corte D'assise a Rimini per Giovanni Laguardia che il 26 ottobre del 2020 uccise la moglie nel sonno con una serie di martellate in testa e poi si costituì ai carabinieri. Oggi la difesa di Laguardia, gli avvocati Andrea Mandolesi e Linda Andreani, ha consentito l'acquisizione da parte della Corte di tutto il fascicolo della Procura senza porre eccezioni preliminari ma chiedendo l'ammissibilità di una perizia psichiatrica. I giudici di assise l'hanno ammessa e hanno aggiornato l'udienza a lunedì prossimo, 22 novembre.

Pensionato, settantenne, Laguardia dichiarò ai carabinieri che aveva ucciso la moglie Vera Mudra, 61 anni, di origine ucraina, per esasperazione e per paura che gli venisse tolta la casa e i soldi della pensione. Un femminicidio che l'uomo giustificò dicendo che se non lo avesse fatto lui "prima o poi l'avrebbe fatto lei".

"Vera - raccontò in sede di interrogatorio agli inquirenti - mi costringeva a mandare tanti soldi ai figli che aveva in Ucraina e la pensione non bastava mai. Poi voleva vendere casa perché ci trasferissimo in Ucraina ma io non volevo".

Secondo la Procura, che ha contestato l'aggravante, l'imputato agì con premeditazione perché aspettò che la donna fosse addormentata prima di agire. Tre le parti civili a processo, la nipote e i due figli della donna.

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