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Rimini, comune acquista parcheggi e aree verdi dell'ex nuova Questura

"Questo passaggio è un tassello di un percorso di rigenerazione complessivo", spiega l'assessore Frisoni

Attualità Rimini | 14:48 - 12 Novembre 2021 Via Ugo Bassi Via Ugo Bassi.


Il Comune di Rimini ha acquisito la proprietà delle aree dell'oramai ex nuova questura in via Ugo Bassi. L’ottenimento di esse arriva a seguito dell’azione avviata da tempo dall’amministrazione comunale, per dare seguito agli obblighi derivanti dalla realizzazione della nuova questura, come previsto dalla convenzione urbanistica sottoscritta nel 1999. Nello specifico si tratta di 6000 mq di aree verdi, di 4000 mq circa di aree adibite a parcheggio e di 3400 mq circa di strada. L'amministrazione comunale è al lavoro per destinarle a usi temporanei a partire della primavera 2022, o al più tardi dall'estate. "L’obiettivo è quello di dare una prima risposta alle esigenze sia dei residenti della zona, sia per quanto riguarda la domanda di sosta del centro e del mare, cercando di accompagnare il tutto anche con l’offerta di attrezzati all’aria aperta”, spiega l’assessore all’urbanistica e pianificazione del territorio Roberta Frisoni.

L'acquisizione di queste aree è però solo il primo tassello di un progetto di riqualificazione complessivo, evidenzia la Frisoni: "rigenerazionedi un’area più vasta che interesse anche la Caserma Giulio Cesare (in cui si insedierà la cittadella della sicurezza), l’area sportiva dello stadio e del palazzetto e dentro il quale l’amministrazione comunale ha attivato anche progettualità  specifiche sull’edilizia residenziale sociale". L'assessore si riferisce al  "finanziamento di oltre 5 milioni di euro ottenuto tramite bando della Regione Emilia Romagna per realizzare 36 alloggi di edilizia sociale e la riqualificazione energetica del patrimonio Acer esistente, una risposta anche ad esigenze abitative di chi ha più bisogno". "Con l’occasione si aprirà anche un percorso di partecipazione e confronto aperto alla cittadinanza volto ad intercettare i bisogni e le esigenze della collettività”, chiosa la Frisoni. 

 

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