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Sciopero servizi ambientali, Hera: i mancati servizi saranno gradualmente recuperati nei prossimi giorni

CGIL: ‘Si chiede un contratto che contrasti il fenomeno del ‘dumping’ contrattuale’

Attualità Rimini | 16:38 - 08 Novembre 2021 Sciopero dei servizi ambientali Sciopero dei servizi ambientali.

A causa dell’alta adesione allo sciopero nazionale proclamato dalle Organizzazioni Sindacali Confederali di categoria e da un’Organizzazione Sindacale non Confederale, articolato su tutta la giornata di oggi, Hera, pur garantendo i servizi essenziali, assicurati per legge, informa che si sono verificati dei forti disagi nello svolgimento dei servizi ambientali.

 

Già al termine dello sciopero e nei prossimi giorni Hera sarà al lavoro per recuperare gradualmente i mancati servizi fino al completo ritorno alla normalità, previsto entro il fine settimana.

 

In particolare, nella città di Rimini i mancati servizi riguardano, in tutto il perimetro, specialmente lo svuotamento dei contenitori per la raccolta dei rifiuti, comprese le isole ecologiche interrate, i servizi di spazzamento e pulizia; sono rimaste chiuse le Stazioni ecologiche di via Macanno a Rimini e quella di via Lombardia a Riccione.

 

Disservizi simili, ma meno marcati, si riscontrano anche nel resto del territorio della provincia di Rimini.
 

LA NOTA DELLA CGIL
 

Eccezionale adesione allo sciopero nazionale nei Servizi Ambientali per il rinnovo del contratto scaduto da oltre 27 mesi. Interessate le aziende che applicano il CCNL Utilitalia e Fise/Assoambiente

In Hera l’adesione allo sciopero nazionale dei Servizi Ambientali è stata pressoché totale, minore l’astensione nelle aziende in appalto Colas e Formula.

Nel corso del presidio, che è stato mantenuto per tutta la mattinata davanti alla sede di Hera, ci sono stati anche momenti di protesta da parte sindacale nei confronti della Direzione aziendale che, in contrasto con accordi precedentemente sottoscritti, ha precettato dei lavoratori per utilizzarli in mansioni non mirate esclusivamente alla salvaguardia dei servizi minimi essenziali.

Una lettera di diffida è stata anche indirizzata alle aziende in appalto che nei giorni scorsi hanno chiesto direttamente ai lavoratori se erano intenzionati o meno a scioperare ravvisando in ciò una esplicita forma di pressione contraria alla libertà di sciopero.

Un’altra lettera è stata inviata sia al Sindaco di Rimini che al Prefetto per illustrare i motivi dello sciopero ritenendo necessaria l’assunzione di responsabilità da parte di tutte le Istituzioni per contribuire alla risoluzione di questa lunga vertenza ed evitare ulteriori iniziative di mobilitazione.
 

Si chiede un Contratto che contrasti il fenomeno del “dumping” contrattuale e diventi anche il CCNL di filiera in un’ottica di economia circolare, attraverso l’allargamento del campo di applicazione verso gli impianti di recupero, riciclo e riuso.
 

Altro punto, rispetto al quale verrà chiesto prossimamente uno specifico incontro al Comune di Rimini riguarda l’implementazione delle norme e degli strumenti di prevenzione per salute e sicurezza affinché il settore, che ad oggi è tra le prime posizioni per infortuni spesso mortali, non detenga più questo triste primato e migliori sensibilmente le condizioni di lavoro.
 

E ancora, tra le altre richieste inserite nella piattaforma rivendicativa, citiamo il consolidamento di norme che evitino forme di precarizzazione nel mercato di lavoro, il rafforzamento della normativa sulla formazione continua, anche attraverso un confronto partecipativo per la condivisione dei fabbisogni e dei conseguenti progetti formativi, il rafforzamento dell’esigibilità contrattuale della clausola sociale ai fini del mantenimento occupazionale, indipendentemente dalla forma d’impresa, il riconoscimento di un accordo economico contrattuale che tenga conto del mancato rinnovo da oltre 2 anni con il conseguente adeguamento delle retribuzioni al crescente costo della vita.

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