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Lavoro, vicesindaca di Rimini: ‘Bene la legge su ‘salary gap’, ora bisogna applicarla

Bellini: ‘In Romagna le donne guadagnano 30% in meno’

Attualità Rimini | 15:44 - 08 Novembre 2021 La vice sindaca di Rimini Chiara Bellini La vice sindaca di Rimini Chiara Bellini.

In Romagna le disparità tra donne e uomini nel mondo del lavoro si manifesta concretamente nella retribuzione media, che risulta inferiore nel settore privato del 30% per le lavoratrici. Mentre le condizioni del mercato del lavoro è tale che oltre 30 donne su 100 non cercano nemmeno un impiego. In questo quadro, la legge nazionale sul gap salariale rappresenta anche nel riminese "un provvedimento importante e necessario", sottolinea Chiara Bellini, vice sindaco con delega alle politiche di genere. E "per non rimanere solo simbolico- aggiunge- necessita ora di azioni, controlli e coraggio". Infatti, "nonostante esistano già da tempo norme anti-discriminatori- chiarisce Bellini- le differenze salariali tra uomini e donne restano ancora difficili da scalfire, a causa del persistere di forme di discriminazione in passaggi chiave della vita lavorativa o nell'organizzazione oraria del lavoro". Il vice sindaco si riferisce a forme di discriminazione "più sottili e culturalmente accettate": dagli orari che obbligano a presentarsi sul posto di lavoro prima dell'apertura del nido o della scuola, così come lo spostamento in sedi lontane o senza servizi. "Possono sembrare scelte aziendali neutrali, ma non lo sono- sottolinea- soprattutto per chi ha figli piccoli, e possono essere utilizzati proprio al fine di mettere in una posizione di svantaggio le donne, impedendo loro, di fatto, di partecipare pienamente alla vita aziendale e di essere considerate per una promozione". E tutto questo si traduce in un gap salariale, in una maggiore esposizione delle donne agli andamenti negativi del mercato del lavoro, "pagando più degli uomini non solo in termini di stipendio- chiosa- ma anche di rischio di essere licenziate".
 

Per i dati dell'osservatorio della Camera di Commercio Romagna, nelle retribuzioni del settore privato il differenziale di genere si attesta a circa -7.270 euro annui. E in percentuale, una donna percepisce mediamente una retribuzione lorda del 30% inferiore rispetto a quella di un uomo: il gap maggiore si ritrova tra impiegati e operai. I dati Istat sul 2019 di Forlì-Cesena e Rimini riportano che le donne tra i 15 e i 64 anni inattive- che non sono occupate e che non cercano lavoro- sono pari al 31,4% del totale della popolazione, contro il 31,3% in regione e il 45,5% in Italia e a fronte del 19,5% degli uomini. Il tasso di occupazione femminile, pari a 62,7%, è inferiore al dato regionale (64,1%) anche se superiore rispetto a quello nazionale (50,1%). Malgrado ciò, in Romagna i livelli occupazionali delle donne rimangono ancora molto inferiori a quelli maschili (76,3%) e il tasso di disoccupazione femminile è pari all'8,5%. Un dato che risulta superiore a quello regionale (6,6%) e inferiore a quello nazionale (11,1%). Il livello della disoccupazione femminile è maggiore rispetto a quello maschile (5,1%). A tutto ciò si aggiungono gli effetti del lockdown nel periodo giugno 2019-maggio 2020: i dati dell'agenzia regionale per il lavoro riportano un saldo negativo tra attivazioni e cessazioni di rapporti di lavoro dipendente di 8.780 donne, su di un saldo totale negativo di 16.640 posizioni, dato che va inquadrato nella minore partecipazione femminile. "La legge sul salary gap era dunque necessaria- ribadisce Bellini- ma affinché venga applicata pienamente occorrerà lavorare su più fronti, anche in campo di sensibilizzazione culturale. Per questo Rimini tornerà in cammino sabato 27 novembre con la tradizionale camminata nelle vie del centro per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne".

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