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Città 'green', Rimini guadagna tre posti

La città si piazza in 11ª posizione nel nuovo rapporto "Ecosistema urbano" di Legambiente

Attualità Rimini | 12:36 - 08 Novembre 2021 Rimini sale all’11esimo posto tra le città più green d’Italia Rimini sale all’11esimo posto tra le città più green d’Italia.

Rimini migliora ancora la performance e sfiora la top ten delle città ecologicamente più virtuose del Paese. A confermare la crescita green della città è la 28esima edizione del rapporto Ecosistema urbano di Legambiente pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore, che fotografa le performance ambientali delle 105 città capoluogo di provincia d'Italia prendendo in esame 18 indicatori raggruppati in 5 macroaree (aria, acqua, ambiente, rifiuti, mobilità). Classifica riferita quindi all’anno del Covid che però su scala nazionale non pare non aver avuto un  impatto particolare sui fenomeni legati all’ambiente.  

Rimini migliora di tre posizioni la sua performance rispetto alla precedente rilevazione, passando dal 14esimo all’11esimo posto, il miglior risultato di sempre. Si consolida quindi il trend positivo degli ultimi anni, che ha visto Rimini protagonista di una crescita costante e progressiva, che ha portato dalla 50esima posizione del 2010 alla 31esima nel 2014, alla 23esima nel 2019, fino al balzo tra le prime 15 città d’Italia più green. Dato che la colloca anche tra le migliori di una regione già virtuosa come l’Emilia Romagna, che conta due capoluoghi nella top ten (Reggio Emilia e Parma). 

Anche analizzando i singoli indicatori si trova conferma di alcuni trend. Nella macro area tematica “Ambiente” svetta la settima posizione di Rimini per l’estensione di isole pedonali (1,1 mq per abitante, nel 2020 erano 0,9 mq), così come l’utilizzo del solare termico e fotovoltaico (18°, con 8,1 Kw su edifici pubblici ogni mille abitanti). Positiva anche la performance per quanto riguarda la mobilità, nonostante l’effetto delle restrizioni della pandemia sul trasporto pubblico: regge l’offerta (19°), così come il numero dei passeggeri trasportati (20°). Stabile anche il tasso di motorizzazione con 62,3 auto ogni 100 abitanti (29°), mentre sono 15,6 m ogni 100 abitanti.  

La dimensione di città turistica, pur ridimensionata nello scorso anno dalla pandemia, si riflette su alcune dinamiche come la produzione di rifiuti urbani, dove Rimini si colloca al 100esimo posto. A fare da contraltare però la costante crescita della raccolta differenziata, che vede Rimini balzare dal 32esimo al 26esimo posto, con il 71,7% di rifiuto differenziato (era il 68,8%).  

Se a livello di Paese emerge come criticità la dispersione di acqua e i buchi nella rete idrica, Rimini risulta tra le realtà più positive, con un’attenzione alla dispersione della rete idrica (16esima per minor differenza tra acqua immessa in rete e consumata per usi civili, industriali, agricoli), con un’elevata capacità di depurazione (95%, 47° posizione). Trend in linea con gli altri anni per la qualità dell’aria (PM10), con Rimini che registra un livello medio di concentrazione annua di 29 ug/mc, così come sono nella media dei livelli nazionali i dati su livello di ozono e concentrazione di biossido di carbonio. 
 

“I numeri danno conto di un percorso di cambiamento frutto di una progettazione avviata anni fa e che oggi è anche visibile – sottolinea l’assessora all’Ambiente del Comune di Rimini Anna Montini – Un’attenzione alla sostenibilità e all’ambiente che ha avuto nel piano di risanamento idrico fognario oggi in fase di completamento il suo progetto più impegnativo, simbolo di un nuovo modo di approcciarsi al territorio e alle politiche di rigenerazione urbana. Il nuovo sistema fognario, la rinaturalizzazione del waterfront con l’avanzamento del Parco del Mare, l’ampliamento delle aree di verde urbano, l’estensione della rete di piste ciclabili e delle zone pedonali, gli investimenti sulla mobilità sostenibile non sono un punto di arrivo, ma rappresentano una piattaforma su cui avviare la pianificazione strategica di uno sviluppo che abbia al centro la transizione ecologica, la vera sfida a cui sono chiamate oggi le città. Con un obiettivo ambizioso: contribuire a fronteggiare le emergenze ambientali e al contempo migliorare la qualità della vita dei cittadini”. 

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