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Rimini, nuovo presidio di Adl Cobas contro sfruttamento lavoratori stagionali

Accuse anche all'amministrazione comunale: "prosegue nel processo di trasformazione di Rimini in città merce"

Attualità Rimini | 15:12 - 06 Novembre 2021 Manifestanti di Adl Cobas Manifestanti di Adl Cobas.


Questa mattina (sabato 6 novembre) Adl Cobas ha organizzato un presidio a Marina Centro, davanti a un noto ristorante nel quale lavoravano due persone che oggi sono seguite dal sindacato in una delle vertenze promosse per il rispetto dei diritti dei lavoratori. 

In generale, gli attivisti evidenziano che, a fronte di una stagione turistica positiva per imprenditori (e consumatori), per i lavoratori è stata invece una stagione da record negativi. "A fronte di un’altissima affluenza infatti, questa stagione turistica è stata segnata da un'impossibilità diffusa nel trovare personale e da un lavoro in perenne emergenza e sotto organico per chi ha lavorato", evidenzia una nota di Adl Cobas, ma il mancato reperimento del personale non è dovuto, rimarca Adl Cobas, da una mancanza di domanda, ma dalla scarsità dell'offerta dal punto di vista qualitativo: "il lavoro nel turismo stagionale è un lavoro fondato sul forte sfruttamento della manodopera".  Nel dettaglio, turni di lavoro oltre le otto previste, assenza di giorno libero, contratti "grigi" con manciata di ore segnate in busta paga, inferiori a quelle lavorate.  “È un sistema marcio che, con il silenzioso supporto di amministrazioni nazionali e locali, permette l'accumulo delle ricchezze in poche mani a discapito della dignità di chi queste ricchezze permette di produrle” ha spiegato nel suo intervento Azzura Pignatti, delegata sindacale e lavoratrice del turismo. Federico Colomo, delegato sindacale di Adl Cobas, ha sottolineato “la necessità di rilanciare gli impegni e la lotta nei prossimi mesi e settimane" e che "non ci sono giunte amiche", e "l'attuale amministrazione comunale della città, si sta muovendo in linea con le precedente amministrazioni, nella svendita e trasformazione della città, in città merce”.

 

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