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Una giustizia che educa: al via le istruttorie per la co-progettazione con il terzo settore dell’area carcere

Garantire un miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti: questo l’obiettivo di ‘Progetto Carcere’

Attualità Rimini | 15:17 - 04 Novembre 2021 progetto Carcere a Rimini progetto Carcere a Rimini.

Ogni detenuto recuperato è un successo dell’intera società. Promuovere la salute in carcere,  umanizzazione della pena e reinserimento delle persone in condizione di povertà estrema o a rischio di marginalità, sostegno all'uscita dalla casa circondariale dei detenuti in dimissione. Sono questi gli obbiettivi principali delle attività che il Comune di Rimini sostiene attraverso il Progetto carcere. La realizzazione degli obiettivi del “Progetto Carcere” passerà attraverso una istruttoria pubblica per la co-progettazione a soggetti del terzo settore al fine di valorizzare l’esperienza delle tante realtà presenti sul territorio.

Le attività verranno realizzate sia all’interno della Casa Circondariale di Rimini sia all’esterno, inclusi interventi per i familiari dei detenuti, nell’ambito delle misure alternative alla detenzione.

 

QUESTI GLI OBIETTIVI

   

Garantire un miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti, aumentando l’offerta di attività a favore dei detenuti, in particolar modo legati a temi di intercultura e genitorialità attraverso laboratori di lettura o teatrali.

   

Attivare interventi volti a dare continuità allo sportello informativo all’interno del carcere con funzioni di ascolto, accoglienza, orientamento e accompagnamento nonché di mediazione linguistica e interculturale con particolare attenzione ai percorsi di uscita dei nuovi dimittendi opportunamente segnalati dall’Equipe della casa Circondariale.

   

Valorizzare e migliorare l’attenzione ed il raccordo tra i servizi esterni ed interni nei confronti dei percorsi dei dimittendi.   Favorire e sostenere nuovi percorsi di formazione, educazione e riflessione a favore dei detenuti, con particolare attenzione ai percorsi di cittadinanza attiva e dei Lavori di Pubblica Utilità.

   

Istituire una nuova figura di supporto all’équipe trattamentale in Casa Circondariale come l’Operatore di Rete che potrebbe far da ponte fra le richieste del detenuto e le risorse esterne presenti nel territorio;

 

Attivare interventi di sostegno e riabilitativi rivolti a detenuti condannati per reati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, qualora non siano eleggibili per le prese in carico del servizio LDV dell’Ausl Romagna.
 

“L’uomo non è il suo errore” diceva don Oreste Benzi. Questo messaggio – spiega Kristian Gianfreda, assessore alla protezione sociale del Comune di Rimini – che sento profondamente, riassume il senso e lo spirito di fondo dei tanti progetti attivi a Rimini a favore dei carcerati.  È fondamentale che sia previsto un sistema sanzionatorio per chi sbaglia ma è altrettanto importante che ci sia un sistema che aiuti i detenuti a uscire dalla illegalità. I nostri progetti servono proprio a questo, a dare una seconda possibilità per evitare le recidive o reati peggiori, per rompere la catena criminale attraverso una valorizzazione dei percorsi relazionali, in particolare per i babbi che lasciano i figli oltre le sbarre. Rimini in questo ambito può vantare una solida tradizione, sia dentro le istituzioni, che nel mondo dell’associazionismo, per questo diventa naturale il coinvolgimento anche del terzo settore nello sviluppo progettuale. Attività che sono anche un investimento per tutta la comunità”.

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