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Rimini, chiesto dissequestro tamponi del gazebo delle Befane

La Procura vuole fare chiarezza sulle autorizzazioni rilasciate alla ditta milanese

Attualità Rimini | 07:29 - 01 Novembre 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Hanno presentato istanza, per il dissequestro dei tamponi, gli avvocati del legale rappresentante della ditta milanese responsabile, tra gli altri, del punto tamponi del centro commerciale Le Befane di Rimini. L'ipotesi di reato di truffa, va ricordato, non riguarda una non attendibilità dei tamponi eseguiti dalle centinaia di persone che usufruivano del servizio ogni giorni, quanto la procedura per il rilascio del "Green Pass". In sostanza la Procura vuole fare chiarezza se la ditta fosse effettivamente autorizzata e convenzionata con l'Ausl Romagna e su come veniva rilasciato il Green Pass. Sul punto gli avvocati difensori Coppola e Bosco hanno dichiarato: "Le operazioni venivano eseguite da infermieri autorizzati e un medico abilitato avviava il procedimento per il rilascio del Green pass. L'azienda si avvale di un protocollo di coordinamento con il pronto soccorso dell’ospedale di Rimini in caso di positivi al Covid"

Per ciò che concerne l'ipotesi di tentata istigazione alla corruzione, nel mirino della Procura, come riporta il Corriere Romagna, un presunto intermediario della società e l'offerta di soldi a un medico riminese affinché inserisse sul portale ministeriale l'esito dei test effettuati nel punto tamponi del centro commerciale Le Befane. Il titolare dell'azienda, un 57enne milanese, ha preso le distanze da questo soggetto, il cui ruolo dovrà essere definito dalle indagini. 



 
 

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