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Ddl Zan, Arcigay Rimini: "vergognosa bocciatura". Indetta fiaccolata per le vittime dell'omofobia

L'iniziativa in programma dopodomani (sabato 30 ottobre) alle 18.30, partenza da Piazza Tre Martiri

Attualità Rimini | 14:50 - 28 Ottobre 2021 Marco Tonti di Arcigay Rimini Marco Tonti di Arcigay Rimini.


Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini e consigliere comunale di Rimini Coraggiosa, definisce vergognosa la bocciatura del ddl Zan, parlando di uno schiaffo in faccia a milioni di persone Lgbt italiane, alle donne e alle persone con disabilità. "E' la la vittoria del sovranismo estremista che ci spinge verso la Polonia e l'Ungheria con le loro leggi repressive e liberticide, e che invece ci allontana dall'Europa che si è dichiarata a schiacciante maggioranza zona di libertà lgbt, inaugurando un programma paneuropeo di potenziamento dei diritti", attacca Tonti. Arcigay Rimini e Agedo (Associazione Genitori e Amici di Omosessuali) hanno organizzato una fiaccolata, con partenza da piazza Cavour (non da piazza Tre Martiri come inizialmente comunicato dagli organizzatori, n.d.r.), per le 18.30 di sabato (30 ottobre) per commemorare "le vittime dell'omotransfobia e per chiedere che si intervenga al più presto a tutti i livelli istituzionali perché non ci siano nuove vittime da parte di chi, ora, dopo le vergognose immagini di tifo da stadio al senato, si sentirà ancora più autorizzato a esercitare il suo odio in libertà". 

Tonti chiede infine al consiglio comunale di Rimini una dichiarazione su Rimini zona di libertà lgbt, "per far sapere al mondo che Rimini è e sarà sempre una città di civiltà e cultura europea, concretamente dalla parte dei diritti e della garanzia di libertà alle persone Lgbt". Una dichiarazione che dovrà costituire la base "di un impegno  chiaro, concreto e tangibile, che porti a definire politiche e iniziative attivamente antidiscriminatorie da sviluppare nei prossimi mesi". Tonti cita la donazione della panchina arcobaleno, invitando la neo amministrazione a posizionarala in maniera visibile, "per tracciare un solco invalicabile che ci separi dalle discriminazioni".

 

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