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Arrestato per errore tenta il suicidio in carcere a Rimini, potrebbe appellarsi alla Corte Europea

In manette per un mandato di cattura dalla Grecia poi revocato

Attualità Rimini | 10:48 - 23 Ottobre 2021 Carcere di Rimini Carcere di Rimini.

Potrebbe finire davanti ai giudici della Corte di Giustizia Europea, ma tutto è ancora in fase di valutazione, il caso di un cittadino albanese 36enne condotto, sabato scorso, nel carcere di Rimini, sulla scorta di un mandato di arresto internazionale emesso dalla Grecia nel 2007, in cui si chiedeva la sua cattura perché condannato per un omicidio che avrebbe commesso nel 2004. Proprio in carcere ha tentato, lunedì, il suicidio cercando di impiccarsi con un lenzuolo e finendo in terapia intensiva all'Ospedale di Cesena prima che le autorità elleniche revocassero, al momento senza spiegazioni, l'ordine di arresto a suo carico, a poche ore dal suo gesto
.
La vicenda del cittadino albanese - salvato dall'intervento degli agenti penitenziari della prigione di Rimini e ora fuori pericolo - i cui contorni sono ancora da chiarire rischia di avere un'appendice innanzi alla Corte lussemburghese che potrebbe essere investita da una richiesta di risarcimento per i danni patiti dal 36enne, in Italia con regolare permesso di soggiorno, raggiunto da un mandato di cattura per omicidio poi revocato proprio nelle ore successive al suo tentato suicidio.

"Questo signore - spiega il suo avvocato, Giuliano Renzi del Foro di Rimini - è stato arrestato sabato scorso, lunedì ha tentato il suicidio: l'udienza di lunedì davanti alla Corte d'Appello è stata rinviata al 28 ottobre poi, il giorno successivo la Grecia ha ritirato il mandato di cattura europeo e ha riacquistato la libertà. Sembra, ma non c'è nessuna carta al riguardo, che si siano sbagliati anche perché il mandato di cattura è del 2007, sono passati 14 anni, ha avuto i documenti, svolge attività lavorativa è una cosa incredibile. E' possibile effettuare un ricorso - ha aggiunto - sto valutando" questa opportunità. Senza fretta".

"E' una cosa fresca, il signore è appena uscito dall'ospedale, è a casa, deambula. Sembra ci possa essere stato un errore di persona". Una volta arrestato, condotto in carcere e identificato "in un lasso di tempo piuttosto breve, la Grecia doveva inviare il mandato di cattura tradotto in italiano al nostro ministero della Giustizia che lo deve passare alla Corte d'Appello: qui non è successo nemmeno questo. Dopo che è stato arrestato hanno revocato il mandato di cattura. Può essere  che sia andata così, ma questa è una mia idea: hanno fatto il mandato di cattura poi nel frattempo si sono accorti che questo signore non c'entrava niente. Ma - ha concluso - è solo un mio parere".

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