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Salvano cane che era scappato da casa, padre e figlio riminesi vanno a processo

Sono stati entrambi assolti: il padrone dell'animale aveva presentato denuncia prima per smarrimento, poi per furto

Cronaca Rimini | 14:01 - 20 Ottobre 2021 pastore maremmano (foto di repertorio dal web) pastore maremmano (foto di repertorio dal web).


Padre e figlio di Rimini si sono ritrovati alla sbarra, con l'accusa di ricettazione, per aver accudito un pastore maremmano scappato di casa. I due, difesi dall'avvocato Guido Caparrini, sono stati assolti in tribunale in relazione a una vicenda risalente al 2014, dopo sette anni di processo: il primo, un settantenne, perché il fatto non costituisce reato, il secondo, un ultraquarantenne, per non aver commesso il fatto.

Tutto è nato dalla denuncia per smarrimento presentata dal proprietario del cane. Entrambi i cani dell'uomo avevano il vizietto della fuga, come emerso in dibattimento, ma questa volta l'animale scappato non tornò a casa, così il proprietario modificò l'esposto, denunciando il furto. Sentito come testimone (non si è costituito parte civile) il padrone del cane ha detto di essere stato in transito per le zone collinari di Rimini per una commissione, quando si imbattè nel cane, a spasso nell'aia dell'abitazione dei due imputati. Chiamò i Carabinieri e a quel punto iniziarono i guai giudiziari per le due persone che avevano accolto il cane sperduto. Il padre raccontò ai Carabinieri di aver visto l'animale gironzolare per l'aia e di avergli dato ospitalità, creando una cuccia tra le balle di fieno e dandogli da mangiare. L'animale, privo di collare e medaglietta, era apparso sporco e in difficoltà. Tutto questo è stato ribadito al processo, conclusosi con l'assoluzione sia del padre, che del figlio (quest'ultimo aveva aperto la porta ai Carabinieri il giorno del sequestro del cane), benché la procura avesse chiesto 6 mesi di condanna e il pagamento di una multa. 

 

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