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Non rubarono energia elettrica al vicino, assolti titolari della palestra

Il giudice ha disposto l'assoluzione per non aver commesso il fatto

Attualità Rimini | 07:17 - 19 Ottobre 2021 Davanti al giudice, gli imputati hanno difeso la loro buona fede Davanti al giudice, gli imputati hanno difeso la loro buona fede.

Due soci di una palestra riccionese sono stati assolti dall'accusa di aver rubato energia elettrica al proprio vicino, utilizzando un cavo collegato al contatore di quest'ultimo. Al termine dei dibattimento la procura aveva chiesto l'assoluzione, mentre il vicino, titolare di un'attività posta nello stesso immobile della palestra, aveva presentato richiesta di un corposo risarcimento per decine di migliaia di euro. Quest'ultimo si presentò in Procura nell'autunno del 2018: alla denuncia era seguito il decreto penale di condanna a 6 mesi di reclusione, per il furto aggravato di energia elettrica, a cui fece opposizione l'avvocato difensore Raffaele Moretti. In sede processuale è stata così ricostruita la vicenda: nel 2012 gli attuali soci della palestra rilevarono l'attività e nel 2018, durante dei lavori, fu lo stesso elettricista incaricato dagli imputati a scoprire il cavo, collegato a un lato alla centralina della palestra, dall'altro al contatore del vicino. Davanti al giudice, gli imputati hanno difeso la loro buona fede: non avevano mai messo mano all'impianto elettrico ed erano stati loro stessi ad avvisare il denunciante, che da tempo lamentava gli importi esorbitanti delle proprie bollette. Tra i testimoni sono stati sentiti anche il proprietario dell'immobile e l'elettricista: "Per quanto ci risulta, non sono state fatte modifiche in quella parte dell'impianto elettrico". Il giudice ha così disposto l'assoluzione per non aver commesso il fatto.

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