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Basket D: Andrea Buo, l'Arsenio Lupin dei Tigers

Rimbalzi, intensità e palle rubate. Un 2000 che è veterano

Sport VillaVerucchio | 17:17 - 08 Ottobre 2021 Andrea Buo in entrata (foto Alfio Sgroi) Andrea Buo in entrata (foto Alfio Sgroi).

Ventuno anni, 183 cm, Andrea Buo nell’ultima stagione disputata con la maglia Villanova viaggiava a 11 punti di media gara, mettendo a disposizione della squadra una buona attitudine difensiva e di palle rubate. È un maestro delle palle rubate e del contropiede. Nato e cresciuto anche cestisticamente nei Tigers dalla nascita, è alla sua settima stagione da senior nella società di Villa Verucchio.

“Andrea Buo non è solo un ottimo giocatore. – puntualizza soddisfatto il presidente Lorenzo Meluzzi – È un Tigers dalla testa ai piedi, che ha abbracciato fin da piccolissimo il progetto Villanova con entusiasmo e passione. La stessa che – ne sono sicuro – riverserà sul parquet e nel gruppo”.

Polpastrelli educati, spinta inesauribile, buona attitudine a rimbalzo, Buo è una delle colonne dei Villanova Tigers 2021-22, anche se il riacutizzarsi di un infortunio patito lo sta rallentando.

A quando il rientro?
“Lo scorso anno purtroppo non sono riuscito a concluderlo al meglio, l'infortunio non mi ha permesso di aiutare la squadra nelle fasi finali del campionato ed è per questo che voglio riscattarmi quest’anno. Il mio rientro? A breve. Non vedo l’ora di sentire la bolgia della Tigers Arena, sperando che le palestre si possano riempire”.

Sei un classe 2000, eppure veterano di questa squadra. Che effetto ti fa?
“È una bella sensazione ma richiede anche maggiori responsabilità..sono pronto ad aiutare i più ‘giovani’ ma anche a migliorare grazie ai senior più esperti che abbiamo in roster”.

Si spera in una stagione senza Covid e più tranquilla. E con il pubblico. A Villa è un fattore?
“Quest'anno abbiamo tutte le carte in regola per toglierci parecchie soddisfazioni e dobbiamo farlo sul campo. Non vedo l’ora di poter dare il mio contributo alla squadra.
A tutti i tifosi dico: ci vediamo alla Tigers Arena”.

Dove vorresti migliorare dal punto di vista tecnico?
“Ho tanti aspetti su cui migliorare ancora e quest’anno cercherò di farlo”.

Ti chiamano anche Arsenio Lupin, perché?
“Il soprannome – il nome del grande ladro francese – mi è stato affibbiato fin da quando ero piccolo per la capacità di rubare palloni”.

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