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Carabiniere Ivano Nucci di Novafeltria va in pensione: arrestò Liboni detto il Lupo

Nel 1998 fermò il pericoloso criminale al termine di una colluttazione. Sei anni dopo Liboni uccise il Carabiniere Giorgioni

Attualità Novafeltria | 05:43 - 10 Ottobre 2021 Ivano Nucci Ivano Nucci.


di Riccardo Giannini

Ha festeggiato martedì (5 ottobre) la meritata pensione, dopo 41 anni ("40 anni e 6 mesi", precisa) al servizio dell'Arma dei Carabinieri. Ivano Nucci, 60 anni da poco compiuti, si è congedato dall'Arma con la qualifica di "brigadiere capo qualifica speciale". Originario di Novafeltria, ha preso servizio a Cattolica, rimanendovi per 32 anni, prima del trasferimento a Ravenna. Nella sua lunga carriera, nel 1998, ha fronteggiato uno dei criminali più feroci: Luciano Liboni, detto "il lupo", l'uomo che nel luglio 2004 sparò a bruciapelo e uccise il Carabiniere Alessandro Giorgioni, a Pereto di Sant'Agata Feltria. 

"Non sapevamo chi fosse, ma lui nel 1998 arrivò e rubò un'automobile - col telefono all'interno - a un imprenditore, tra San Giovanni in Marignano e Cattolica. Fingendo di essere il proprietario, lo contattammo", racconta Nucci. Liboni con fare prepotente rispose alla seconda chiamata: "Datemi dieci milioni e ve la ridò". L'appuntamento fu fissato all'uscita del casello autostrada di Fano, in tarda serata. I Carabinieri pianificarono con cura l'operazione per arrestare il malvivente. Il lupo cercò la fuga a piedi, scappando contromano sull'autostrada, ma fu fermato in un campo dal coraggioso Nucci, che lo affrontò e bloccò al termine di una colluttazione. "Puzzava come un animale ed era fatto di cocaina,  prima di sbarazzersene indossava una parrucca - racconta - inoltre era armato di una pistola beretta. Aveva finito i colpi, probabilmente. Altrimenti mi avrebbe ucciso". Nucci evidenzia più volte la pericolosità del Lupo: "Ha dimostrato di essere un soggetto pericoloso, sparava senza esitazione". 

La morte di Alessandro Giorgioni, una vera e propria esecuzione da parte del criminale umbro, sconvolse tutt'Italia, non solo la comunità dell'Alta Valmarecchia. "Conoscevo benissimo Alessandro. Al cimitero di Novafeltria ci sono seppelliti sia lui che mia madre, vado spesso a far loro visita". La sua Novafeltria è anche luogo di dolci ricordi e di forti amicizie, tra queste quella con il sindaco Stefano Zanchini ("Siamo andati a scuola insieme, lo conosco bene"). Nucci, dopo il diploma, per tre mesi fu impiegato in Comune, come geometra. Ma poi scelse di arruolarsi nell'Arma: "I miei genitori mi aiutarono ed ebbi il loro sostegno, ma non erano molto convinti. Erano anni difficili, fine anni '70, per chi operava nelle forze dell'ordine". Nucci, da Carabiniere ausiliario, entrò in servizio a Cattolica nel giugno 1981. "Dopo otto giorni di servizio fui ferito in una sparatoria durante una rapina all'oreficeria Leardini. In quel momento ho pensato, stavo meglio a Novafeltria, abituato alla tranquillità..". Nucci sorride, ma non ha mai rimpianto quella scelta di diventare Carabiniere. Nel corso degli anni ha partecipato a importanti operazioni, non solo l'arresto di Liboni nel 1998, che gli sono valse più di un encomio. Nel 1993 prese parte all'operazione Romagna Pulita: "Diversi collaboratori di giustizia ci aiutarono a scoperchiare il vaso, a sgominare il primo arrivo delle organizzazioni mafiose in Riviera. Ci furono 115 ordinanze di custodia cautelare, al termine delle indagini". Nel 2004 avvenne l'omicidio di Vittorio Galli, un commerciante di San Giovanni in Marignano, freddato da sicari. Nucci in Sicilia partecipò all'arresto di cinque persone, coinvolte nel barbaro atto di sangue, poi condannate a cinque ergastoli. "Sono stati 40 anni e 6 mesi molto impegnativi, ma ricchi di soddisfazioni", racconta, con una postilla finale: "Non fatemi passare da eroe, ho fatto solo il mio lavoro". 


 

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