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Impatto Covid sul lavoro e tante dimissioni di neo mamme e neo papà

Nel 2020 le donne che hanno perso il lavoro sono quasi il doppio de colleghi uomini

Attualità Rimini | 13:22 - 27 Settembre 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Le categorie più colpite dall’ emergenza Covid sono state quelle che nel mondo del lavoro lo erano già: le donne, stranieri e giovani. Nel 2020, in particolare, le donne che hanno perso il lavoro sono quasi il doppio de colleghi uomini. E' quanto emerge dall'analisi del consigliere di parità della Provincia di Rimini, Adriana Ventura, sui dati del rapporto Istat "Il mercato del lavoro 2020". "Le motivazioni sono da ricercare nel fatto che spesso le donne sono occupate in posizioni meno tutelate e nei settori più colpiti dalla crisi pandemica, il cui impatto ha creato nuove disuguaglianze", spiega il consigliere.

In Italia il tasso di occupazione femminile è calato dell'1,3%, quello maschile dello 0,7%. Nel secondo semestre 2020 la riduzione delle attivazioni di rapporti di lavoro delle donne supera di 6,2 punti percentuali il calo osservato per la componente maschile. Dal 4 maggio 2020 al 30 settembre 2020 sono rientrate nel mercato del lavoro 67.000 persone che avevano perso l’occupazione durante il confinamento del trimestre febbraio-aprile 2020, il 42,2% ha riguardato personale femminile, che rispetto al 2019 ha dovuto attendere, in media, circa 3 mesi in più per trovare nuova occupazione. "Un altro fenomeno che sembra senza fine sono le dimissioni delle neomamme e neopapà che lasciano il lavoro nei primi anni di vita dei figli neonati", spiega il consigliere Ventura. Nel 2019 erano state 37,611 le neomamme dimessesi, i papà 13,947. "Si tratta di dimissioni volontarie ma alla cui base c’è sempre un problema, il solito che si riferisce alla difficoltà di conciliazione del lavoro di cura e attività lavorativa", evidenzia Ventura. Per ciò che concerne la nostra Provincia, riflette le stesse difficoltà: "alla relazione annuale che proprio nei giorni scorsi la presentato l’Ispettorato nazionale del Lavoro emerge che nella nostra provincia si sono dimessi 291 genitori".

"L’analisi dei dati sulle dimissioni in periodo tutelato in un anno vissuto in emergenza sanitaria ha probabilmente influito in misura maggiore sulle decisioni delle mamme di lasciare il lavoro, in quanto in maggior misura occupate nel settore dei servizi, commercio e domestico che spesso danno poca sicurezza e stabilità, pertanto, queste donne lavoratrici sono le prime vittime sacrificali, un fenomeno a cui il blocco dei licenziamenti non è riuscito a mettere freno", prosegue il consigliere, che confida nel Recovery Fund, affinché siano predisposte misure e risorse a favore dell'occupazione femminile, "tese a combattere le disparità di genere ea implementare nuovi impianti di welfare".

 

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