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Elezioni Comunali: Arcigay Rimini, in lista una donna a processo per omofobia

Candidata nel centrodestra. Con il padre insultò il vicino di casa per mesi

Attualità Rimini | 09:57 - 25 Settembre 2021 La donna a processo per omofobia La donna a processo per omofobia.

Nelle liste del centrodestra riminese, in vista delle prossime elezioni comunali d'ottobre, c'è anche una donna a processo "per omofobia e stalking". E' quanto lamenta, in una nota, il presidente del  circolo Arcigay Rimini 'Alan Turing', Marco Tonti, che fa riferimento al caso - risalente ad alcuni anni fa - che ha visto protagonisti un uomo e la figlia, accusati di avere inveito ad alta voce, con insulti omofobici gridati dalla finestra, contro il vicino di casa, per mesi, tutte le mattina che usciva per andare a lavoro.

Per quei fatti il padre e la figlia sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di diffamazione aggravata dalla finalità  di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso. Tra le parti civili ammesse al processo, oltre al destinatario degli insulti e al compagno di allora anche Arcigay Rimini. Ammessa a intervenire anche l'Anpi, l'associazione nazionale dei partigiani italiani.

Alla luce della vicenda, osserva Tonti,  a sua volta candidato al consiglio comunale con 'Rimini Coraggiosa', lista che sostiene il candidato sindaco del centrosinistra, "non può che lasciare di stucco aver visto che tra le candidature a sostegno di Enzo Ceccarelli", candidato sindaco del centrodestra,  "si trova l'imputata a questo processo per omofobia e stalking. Vero è che un processo non è una condanna ma tra le prove depositate ci sono video e registrazioni assolutamente inequivocabili".

Pertanto, chiede il presidente dell'Arcigay riminese, "il candidato sindaco della destra era al corrente di questo fatto? Come intende regolarsi, chiederà all'imputata di fare un passo indietro o ne difenderà il comportamento? E come intende regolarsi per il futuro?"

"Rimini  - prosegue Tonti - deve essere una città che condanna l'omofobia sempre e senza esitazioni, sia nelle forme aggressive come questa che nelle forme quotidiane sotterranee e striscianti. Non è più l'epoca delle mezze parole - conclude - le prese di posizione siano chiare e precise".

La replica del candidato Enzo Ceccarelli: "Arcigay si è sostituito al giudice e ha già condannato questa persona". 

 

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