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Rimini, Papa Giovanni: tutti in piazza per i "nuovi poveri" post-covid

Il 25 e il 26 settembre torna l'evento solidale "Un pasto al giorno"

Attualità Rimini | 10:42 - 20 Settembre 2021 "Un pasto al giorno" "Un pasto al giorno".

I volontari della Comunità di don Benzi, il 25 e il 26 settembre, torneranno nelle piazze per sostenere chi è in difficoltà: una risposta forte e concreta per contribuire alla ripartenza dopo la pandemia che ha visto aumentare il numero delle famiglie in condizione di povertà.
La pandemia da coronavirus ha causato molte difficoltà, radicali e drammatiche, di fronte alle quali diventano ancora più importanti la solidarietà e il senso di comunità, valori da sempre al centro dell'azione della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da Don Oreste Benzi nel 1968 e presente in 40 Paesi del mondo con oltre 500 realtà di accoglienza.
 

I volontari della Comunità anche quest'anno saranno presenti nelle piazze di Rimini il 25 e il 26 settembre, in occasione dell'iniziativa solidale 'Un pasto al giorno', un'occasione per sensibilizzare circa le ingiustizie e le difficoltà che ogni giorno in tanti devono fronteggiare come singoli e come comunità.
 

 
Le cifre parlano chiaro: se nel 2019 i dati sulla povertà in Italia avevano fatto registrare un miglioramento, negli ultimi tempi, complice soprattutto l'impatto della pandemia, la situazione è tornata a peggiorare: nel corso del 2020, infatti, la percentuale di famiglie in condizione di povertà in Emilia-Romagna è salita al 5,3% rispetto al 4,2% dell'anno precedente (dati Istat).
 

La quota assoluta di poveri nel corso degli ultimi mesi ha sforato la soglia psicologica dei 5 milioni e mezzo (5,6 per la precisione) in tutta Italia; di questi, un milione sono i cosiddetti "nuovi poveri", persone che prima non avevano bisogno di aiuto e che per la prima volta, nel 2020, si sono aggiunte alla fila per le mense dei poveri o hanno chiesto aiuti alimentari. Un' immagine, questa, che rende subito chiaro come sia ancora più importante un approccio che punti al contributo di tutti e che sappia guardare alla ripartenza in una chiave più inclusiva. 

"Il nostro sguardo va oltre alla grave crisi del Covid-19 – ha spiegato Giovanni Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII - va al cambiamento climatico che porta a migliaia di profughi in cammino e va alle crisi umanitarie mondiali. Nessuno può trovarsi privato del necessario. Il nostro impegno, infatti, è per tutte quelle persone che hanno ancora fame, che non hanno accesso all'acqua, alle cure; per quei bambini che non hanno accesso all'educazione scolastica. La soluzione va cercata in un approccio che non metta al centro solo il risparmio, l'economia, il vantaggio dei singoli, ma che riguardi il sentirsi una comunità formata da persone che si incontrano, condividono e affrontano le difficoltà.
Oggi dobbiamo fare i conti con problemi nuovi per noi, come la pandemia appunto, e la soluzione ci arriva dai valori di sempre, quelli che ci accompagnano da oltre 50 anni".

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