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Insultavano dalla finestra il vicino omosessuale, a processo. Arcigay: "misero divertimento"

Nuova udienza del processo che vede imputati padre e figlia riminese

Attualità Rimini | 14:57 - 17 Settembre 2021 In gallery da sinistra: Marco Tonti e Christian Guidi In gallery da sinistra: Marco Tonti e Christian Guidi.


Nuova udienza del processo che vede padre e figlia riminesi imputati per atti persecutori nei confronti del vicino di casa, un omossessuale che, secondo le accuse, è stato per un anno e mezzo vittima di insulti di carattere omofobo. Il giudice ha accolto la costituzione, come parti civile, della vittima, del suo ex compagno (la loro relazione naufragò a causa della tensione che viveva la persona vittima degli insulti dei vicini) e dell'associazione Arcigay Rimini, tutti rappresentati dall'avvocato Christian Guidi. La prossima udienza è in programma il 4 marzo 2022. 

L'aggravante contesta agli imputati (art. 604 ter del codice penale), per gli atti di matrice omofoba equiparati a discriminazioni o manifestazioni di odio etnico e religioso, sottoporrà gli imputati al giudizio del collegio giudicante e non del giudice monocratico. "Per via della gravità dei reati contestati, cioè reati di natura discriminatoria e razziale. L'omotransfobia infatti altro non è che una delle tanti manifestazioni del razzismo, come sostenuto da varie sentenze europee e internazionali non ancora riconosciute in Italia", ha evidenziato Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, che sul caso specifico ha aggiunto: "È andata avanti per un anno e mezzo questa pioggia di insulti urlata dalla finestra del terzo piano: evidentemente si sentivano in diritto di infamare e umiliare il prossimo per loro misero divertimento".

Al processo, in virtù di questa equiparazione tra insulti omofobi e insulti di natura razziale, è stata autorizzata a prendere parola Giusi Delvecchio, presidente dell'Anpi di Rimini: "Siamo molto fieri di poter testimoniare, tra l'altro per la prima volta a livello nazionale, sul fatto che per noi dell'associazione partigiani razzismo e omofobia sono esattamente la stessa cosa". "E' importante che questo principio venga riconosciuto anche dalla giurisprudenza italiana come successo in altri Paesi, è un principio fondamentale di democrazia e di rispetto", ha aggiunto.


 

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