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Start Romagna, "accoltellatore sul bus non è stato fotosegnalato dalle donne controllori"

Somane Duula non avrebbe dunque reagito alla procedura: ancora ignota la causa della sua rabbia

Attualità Rimini | 16:35 - 15 Settembre 2021 L'autobus sul quale sono state aggredite le due donne addette al controllo biglietti L'autobus sul quale sono state aggredite le due donne addette al controllo biglietti.


E' una vicenda con molti punti oscuri quella che ha avuto per protagonista Somane Duula, il 26enne somalo arrestato sabato scorso (11 settembre) per aver accoltellato quattro donne e un bambino. Molti i punti da chiarire: il ragazzo parlerebbe un inglese stentato e non l'italiano, eppure sull'autobus, secondo quanto trapela, alla richiesta di mostrare il biglietto avrebbe risposto proprio in italiano, usando toni irriguardosi nei confronti delle due donne addette al controllo, poi aggredite con il coltello. Si è parlato anche di quanto il giovane sia restio a farsi fotografare e alle riprese video (ha manifestato nervosismo durante la fotosegnalazione in Questura e durante l'interrogatorio di garanzia, avvenuto in collegamento dal carcere). E in riferimento a quanto trapelato, cioé al fatto che il 26enne abbia reagito sull'autobus non alla sanzione per il mancato obliteramento del biglietto, ma alla richiesta di essere fotografato per il verbale, arriva una precisazione di Start Romagna: "la procedura annunciata dall'azienda sul fotosegnalamento e concordata con l'impresa fornitrice del servizio, lo prevede solo in assenza di titolo di viaggio e dei documenti di identità, a tutela di terze persone spesso tirate in causa dalla dichiarazione di false generalità. Ciò non è accaduto a bordo della linea 11, poiché il ragazzo ha esibito una denuncia compiuta in precedenza alle forze dell’ordine nella quale comparivano le sue generalità, assistendo in seguito all’avvio della procedura senza scomporsi eccessivamente. Tutto il resto è avvenuto pochissimo tempo dopo e non ha nulla a che vedere con altre ricostruzioni". Start Romagna smentisce dunque che i controllori abbiano provveduto al fotosegnalamento del 26enne, scatenandone la rabbia. La cui causa è ancora al vaglio degli inquirenti. 


 

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