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Aggressione sul bus, sindaci di Rimini e di Riccione vicini ai feriti e alla comunità riminese

Gnassi: "Dovere della comunità è aiutare le vittime". Tosi: "Da Roma otterremo l'invio automatico di rinforzi"

Attualità Rimini | 12:10 - 12 Settembre 2021 Andrea Gnassi e Renata Tosi Andrea Gnassi e Renata Tosi.

All’indomani della tragica aggressione avvenuta sul bus 11 da parte di un 26enne di origini somale che ha ferito 5 persone, tra cui un bambino di 6 anni, arriva la solidarietà dei primi cittadini di Rimini, Andrea Gnassi, e di Riccione, Renata Tosi. 
 

“Io e la vice sindaca Roberta Frisoni siamo, in queste lunghe ore, a fianco della famiglia del bimbo di 6 anni, ferito ieri da un folle – così Andrea Gnassi -. Con loro abbiamo passato buona parte della notte all'ospedale Infermi e anche questa mattina siamo qui. Alla luce dei fatti e in raccordo con l'Asl, l'ospedale Infermi di Rimini e il Bufalini di Cesena, è stata attivata la rete di pronto intervento, medico ospedaliero e interventistico e di sostegno sociosanitario. Dall'ospedale Infermi, l'equipe medica ha svolto stanotte sul bimbo un’operazione molto delicata, che si è conclusa positivamente. Al momento le indagini diagnostiche escluderebbero danni ulteriori. Il quadro clinico è serio, ovviamente sotto costante osservazione e intervento dei medici. Voglio ringraziare tutto il personale sanitario, splendido, e in particolare il dottore Tarantini, chirurgo vascolare, la dottoressa Cavicchi, il dottor Domenichelli e tutta l’equipe del Pronto Soccorso, e dei rianimatori otorinolaringoiatri, radiologi interventisti per le cure che stanno consentendo di salvare il bambino. In ospedale abbiamo trovato una famiglia shoccata ma che con grande dignità e compostezza ha atteso in quelle drammatiche ore. È una famiglia di origine orientale, del Bangladesh. Il padre lavora in una importante azienda del Riminese e i tre figli sono nati tutti qui. Per questo nella notte ci siamo attivati con il datore di lavoro e con i servizi sociali del comune di residenza per prestare totale sostegno, solidale e pratico, alla famiglia. Il padre Sunny ha voluto ringraziare medici, poliziotti, Dio, tutti coloro i quali si sono stretti intorno in quei momenti durissimi. Sempre con grande dignità. Ha parlato del gesto improvviso di un folle. Gli inquirenti al momento confermano l'atto folle e improvviso e uno stato di alterazione del soggetto arrestato. Un richiedente asilo, ospitato alla Caritas di Riccione che, salito sul bus in direzione Rimini, nei pressi del Talassoterapico al confine tra i due Comuni, ha colpito prima le controllore, poi scappando ha colpito ancora altre persone. Tra queste il bimbo, operato nella notte. In queste stesse ore la vice sindaca Frisoni è costantemente in contatto con i sanitari dell'ospedale Bufalini di Cesena e Start per avere il quadro clinico dei dipendenti dell'azienda dei trasporti feriti nell'aggressione. A loro, alle vittime, tutta la nostra vicinanza. Stiamo seguendo passo a passo l'evoluzione di tutti coloro i quali sono stati colpiti dalla furia di questa persona. Prima di ogni cosa, il dovere della comunità è aiutare le vittime. Così abbiamo fatto e stiamo facendo. E la comunità lo ha fatto compatta. Sanità, forze dell'ordine, Questore, inquirenti.  A tal proposito voglio ringraziare le donne e gli uomini della Polizia, che hanno subito catturato il criminale, consegnandolo alla giustizia, a dimostrazione dell'efficienza e della abnegazione delle forze dell'ordine che operano su questo territorio. Proprio stamattina ho incontrato gli agenti che hanno operato l'arresto e insieme abbiamo portato dei doni al bimbo. E anche Maurizio Focchi, titolare dell’azienda in cui lavora il padre del bimbo, col quale anche oggi in ospedale stiamo assistendo la famiglia. Per il responsabile di tale violenza non si deve chiedere altro che il massimo rigore: non ci può essere alcuna giustificazione o attenuante per quanto fatto. Le leggi esistono e vanno applicate. Non voglio neanche commentare la, purtroppo, quasi fisiologica speculazione politica, in vista delle elezioni, da parte di personaggi che si buttano su questi fatti con la velocità degli avvoltoi. Mentre i medici operano, la polizia e la magistratura assicurano alla giustizia il responsabile. Se una questione deve essere aperta, è come mai un richiedente asilo, domiciliato a Riccione presso un istituto di volontariato e che a quanto pare aveva già dato segni di violenza e di alterazione, girasse liberamente, potendo ieri prendere il bus in direzione Rimini. Qualcuno ha sottovalutato i segnali precedenti? Se davvero alcuni comportamenti facevano intuire il particolare carattere di questa persona, che ha girato mezza Italia prima di arrivare nella nostra provincia a inizio agosto, sono stati segnalati agli organi competenti? Se ci sono domande politiche da fare, e ci sono, queste sono le prime e come Comune di Rimini le porremo a tutti i livelli, prima di tutto per il rispetto verso le persone ferite. Anche oggi siamo accanto a queste persone perché questo è quello che fa una comunità solidale. Una comunità che è intervenuta con la sua solidarietà, la sua sanità, le sue forze dell'ordine. Questo vuol dire essere comunità e speculazioni elettorali possiamo lasciarle a chi pare non aspetti altro per metterle in opera. In questo momento il nostro compito è stare accanto alle persone aggredite e alle loro famiglie”.
 

SOLIDARIETA’ DA PARTE DEL SINDACO DI RICCIONE RENATA TOSI
 

"Certe cose non dovrebbero mai accadere. Davanti all'insensatezza della violenza che ha colpito un bimbo e quattro donne, vorrei esprimere tutta la vicinanza e la solidarietà possibile della città di Riccione ai feriti e alle famiglie. Alla mamma e al bimbo che hanno vissuto attimi terribili, alle due donne controllori della Start Romagna, aggredite mentre erano in servizio, alle due donne che stavano solo camminando in strada. A tutti loro, per qualsiasi aiuto possibile, Riccione c'è, è solidale. Grazie agli inquirenti, polizia di Stato e Procura, che velocemente hanno fermato l'assalitore. Certe cose - dicevo - non dovrebbero mai accadere e quindi la mia solidarietà e quella dell'Amministrazione di Riccione vanno ai cittadini riminesi e agli amministratori del Capoluogo. I sindaci, come spesso è stato ricordato durante quest'estate di ripresa del turismo post Covid, hanno poche armi e spesso spuntate per prevenire e controllare, ma sono sempre comunque in prima linea quando si deve garantire la sicurezza di una comunità. Non vanno fatte, oggi, le speculazioni politiche ma riflessioni sul nostro futuro sì. Bene ha detto il presidente Bonaccini che ha chiesto alla legge massimo rigore. Bisogna però pensare anche di prevenire le situazioni che instillano insicurezza. Riccione ha affrontato un'estate con ottime presenze come confermano i dati regionali e le problematiche d'ordine pubblico le avevamo previste, tentando anche soluzioni d'anticipo ma con i soli strumenti che un'amministrazione e un sindaco possono avere. Chiedere rinforzi, emettere ordinanze restrittive su quelli che possono essere degli inneschi come l'alcol, più telecamere, più vigili, più collaborazione e controllo insieme agli imprenditori locali. Lo abbiamo fatto. Ai sindaci però - sono convinta - va dato un aiuto in più, va garantita la presenza massiccia di forze dell'ordine da pasqua ad ottobre. Da questo non si può prescindere e il disegno di legge che renderà automatico l'invio di rinforzi e maggiori misure di sicurezza nelle città balneari come Riccione e Rimini, elaborato dal G20 spiagge, sarà lo strumento che useremo a Roma per ottenere quella tranquillità che ci ha sempre contraddistinto in Italia".  

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