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Tra spettacoli e mostre prosegue il festival "Le città visibili" a Rimini

Fino al 12 settembre la kermesse sarà ospitata al Teatro degli Atti, al Chiostro degli Agostiniani, al Lapidario del Museo della Città di Rimini e al CEIS-Centro Educativo Italo Svizzero

Eventi Rimini | 11:01 - 07 Settembre 2021 Marco Baliani - foto Marco Parollo Marco Baliani - foto Marco Parollo.

Prosegue anche questa settimana il Festival Le Città Visibili a Rimini, la rassegna teatrale e musicale estiva a cura di Tamara Balducci e Riccardo Amadei, per la sua nona edizione. Fino al 12 settembre la kermesse sarà ospitata al Teatro degli Atti, al Chiostro degli Agostiniani, al Lapidario del Museo della Città di Rimini e al CEIS-Centro Educativo Italo Svizzero.

Anche per questa settimana gli spettacoli e il bar, aperto per tutta la durata del festival già dalle ore 19, saranno fruibili in sicurezza nel rispetto dei protocolli vigenti anti-Covid. L'accesso agli spettacoli sarà consentito a chi è in possesso di green pass (certificato vaccinale o tampone negativo nelle 48 ore precedenti).

È stato inoltre inserito un biglietto a pagamento di 5 euro che è possibile acquistare sul sito www.lecittavisibili.com

Il programma fino al 12 settembre

Mercoledì 8 settembre Marco Baliani porta in scena al Lapidario del Museo della Città lo spettacolo Kohlhaas,  tratto dall'opera di Heinrich von Kleist su un fatto realmente accaduto. Kohlhaas è la storia di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell'intera vicenda non si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista un'ambigua aura di possibile eroe del suo tempo. Un pretesto che porta Baliani a parlare degli anni '70, di quei conflitti in cui, in nome di un superiore ideale di giustizia sociale, si arrivò a insanguinare piazze e città.

"Se mi dicono di vestirmi da italiano non so come vestirmi" è il titolo dello spettacolo di Paolo Nori e Nicola Borghesi ospitato dal festival giovedì 9 settembre. Cosa vuol dire essere italiani? Parlare male le lingue straniere? Gesticolare? Cantare canzoni d'amore? Mangiare la pasta al dente? Non pagare le tasse? Applaudire all'atterraggio dell'aereo? Nicola Borghesi e Paolo Nori se lo sono chiesti e hanno scritto questo spettacolo che li ha portati a indagare la questione nei luoghi istituzionali, come l'ufficio immigrazione della questura, in rete e per le strade della città di Bologna.

Il documentario "Volto Manifesto" di Lorella Zanardo e Cesare Cantù, presentato nella serata di venerdì 10 settembre. Lorella Zanardo, già autrice del celebre documentario "Il corpo delle donne", si pone ora come obiettivo quello di invitare tutti e tutte a un dialogo collettivo sul tema del volto in trasformazione, del suo ruolo inimitabile per le relazioni umane e per l'etica di una società.

Sabato 11 settembre sarà la volta di "Bestie", dall'opera omonima di Federigo Tozzi con Alessandro Baldinotti e Giusi Merli diretti da Andrea Macaluso. Un progetto che nasce come "concerto scenico". Come indagine, cioè, sul potere evocativo della parola in quanto puro suono, in una dimensione che valorizzi ed estremizzi tale sollecitazione sensoriale. È il testo stesso di Tozzi a esigere questo tipo di approccio: un testo in cui la concretezza della parola si impone in maniera quasi scabrosa, in cui niente è descritto ma tutto è percepito fisicamente, in un continuo alternarsi di molteplici, violente rivelazioni. 

La serata finale di domenica 12 settembre è affidata a Beatrice Antolini in concerto accompagnata da Luca Nicolasi al basso e da Donald Renda, batteria e percussioni. Tra le sue ultime esperienze, ha suonato in qualità di polistrumentista con Vasco Rossi nel tour negli stadi (Vascononstop 2018 e 2019). Ha inoltre partecipato al Dopofestival 2019 di Sanremo con Rocco Papaleo in qualità di pianista/synth nella resident band per poi tornare nel 2020 in qualità di direttore d'orchestra per la canzone di Achille Lauro "Me ne frego" che si posizionerà ottava in classifica. Dalla sua prima gemma psichedelica "Big Saloon" uscita per Madcap Collective nel 2006 all'ultimo lavoro L'AB fuori per La Tempesta, Beatrice Antolini non ha mai smesso di sperimentare e rileggere il suo sound, definendo una composizione dal taglio internazionale, coraggiosamente aperta a sonorità alternative. 6 album all'attivo e molteplici collaborazioni, un live unico.


 

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