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Discoteche, Indino: "In Germania riaprono i club, mentre da noi solo insufficienti mancette"

Il presidente del Silb regionale: "La gestione sbagliata di questa crisi ha lasciato il settore allo sbando"

Attualità Rimini | 16:46 - 01 Settembre 2021 Gianni Indino, presidente Silb Emilia Romagna Gianni Indino, presidente Silb Emilia Romagna.


Gianni Indino, presidente del Silb, si sofferma sui tanti casi di discoteche sanzionate, nel riminese, per aver fatto ballare i propri avventori. I locali possono infatti aprire, ma non è consentito il ballo in pista, per le regole anti contagio. Però i divieti hanno fatto proliferare le feste abusive: "Rave party, afro-raduni, feste in ogni luogo chiuso e aperto, chiringuito e spiagge affollatissime con i migliori dj, campi incolti trasformati in piste da ballo con attrezzature che poco hanno da invidiare a chi lo fa per mestiere e che in tempi normali ha una licenza per farlo", evidenzia Indino. "Come pretendere che le discoteche si ergano a paladine del divieto di ballo quando tutto attorno a loro è un proliferare di ballo abusivo?", accusa il n.1 del Silb regionale, che non vuole giustificare i gestori delle discoteche sanzionate dalla Polizia, evidenziando infatti che "alcuni gestori hanno scelto di fare come gli altri,  cercando così di difendersi da una concorrenza sleale e illegale, ma sbagliando", in quanto, rileva, "non sta al privato porre rimedio a lacune o ingiustizie delle norme". Ma ad ogni modo definisce "frustrante" la situazione e "ancora piu' frustante aver chiesto invano di riaprire con tutte le regole e i protocolli possibili, con investimenti per la sicurezza sanitaria, con capienze ridotte, con test rapidi prima dell’ingresso, con entrata per possessori di Green Pass".

Il presidente del Silb, dopo alcuni giorni di silenzio, torna ad  alzare la voce e a chiedere una data per la riapertura, in sicurezza, della discoteche: "Come fanno in Francia già da settimane, come faranno in Germania dal 4 settembre, come si fa già in Inghilterra e in altre parti d’Europa". Lamentando, ancora una volta, che le discoteche siano diventate il capro espiatorio. Indino commenta l'ultimo decreto ristori del governo: "ancora una volta la misura adottata, parametrata con un tetto massimo di 25.000 euro ad azienda (ma a questa cifra arriveranno in pochissime, le altre si dovranno accontentare di meno), non è lontanamente sufficiente per le esigenze di imprese chiuse da ormai due anni". Il presidente del Silb è laconico: "Non sono indennizzi, ma mancette per pulirsi la coscienza". 


 


 

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