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Monte Colombo: azienda vuole trasferire l'attività, a rischio oltre 40 lavoratori

Proclamato lo stato di agitazione che al momento comporta il blocco delle merci in uscita dai magazzini.

Attualità Montescudo-Montecolombo | 15:17 - 01 Settembre 2021 Annunciata la chiusura di un sito a Monte Colombo per trasferimento a Campegine di Reggio Emilia Annunciata la chiusura di un sito a Monte Colombo per trasferimento a Campegine di Reggio Emilia.


"Le delocalizzazioni non sono solo verso i Paesi esteri". Così la Filt Cgil  commenta la chiusura della sede di Montescudo Monte Colombo della S.A., società cooperativa, per trasferimento a Campegine di Reggio Emilia. La S.A. Soc. Coop., che ha sede a Villorba (TV), lavora in subappalto per la Cooperativa Movimoda S.p.a di San Polo D'Enza (RE) che a sua volta opera in appalto per conto della Golden Goose (proprietà di un Fondo americano) di Milano.

A seguito di procedura di gara per il rinnovo dell'appalto di magazzinaggio, spedizione e movimentazione merci, promossa dalla Golden Goose, la Movimoda S.p.a. e, conseguentemente la S.A. Soc. Coop. non si sono viste rinnovare l'appalto, assegnato alla Snatt S.p.a. di Campegine (Re). Quest’ultima avrebbe l'intenzione di gestire l'attività dalla propria sede di Campegine, delocalizzando, di fatto, l'attività da sempre svolta a Montscudo Monte Colombo, con la chiusura della sede prevista per il 31 ottobre 2021 e il licenziamento di tutti i lavoratori, una quarantina.

Oggi (mercoledì 1 agosto) la Filt Cgil ha chiesto alla regione Emilia Romagna e alla provincia di Rimini l'attivazione del tavolo di salvaguardia dell'occupazione. L’obiettivo, spiega il sindacato, "è la ricerca di soluzioni alternative alla soppressione del sito produttivo di Monte Colombo ed al conseguente licenziamento di tutte le maestranze".

Della vicenda è stato informato anche il sindaco di Montescudo-Monte Colombo, Elena Castellari, che ha detto di essere molto preoccupata delle conseguenze che questi licenziamenti avrebbero sulla comunità locale in particolare rispetto all’occupazione femminile.

In attesa dell’apertura del tavolo regionale è stato proclamato lo stato di agitazione che al momento comporta il blocco delle merci in uscita dai magazzini. 


 

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