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Green Pass a scuola, querelle che infiamma anche i docenti riminesi

La questione "Tamponi" ha destabilizzato non poco il comparto scuola

Attualità Rimini | 20:07 - 31 Agosto 2021 Un tampone alla bocca per testare il coronavirus Un tampone alla bocca per testare il coronavirus.

Di Debora Paciello

Rientro a scuola piuttosto controverso, quello di quest’anno per i docenti italiani, fra greenpass, tamponi e, le famose 48 ore, che scandiscono la validità di essi, per ottenere la certificazione verde. 

Con il decreto legge 111 del 6 agosto 2021, si è deciso che a partire dal 1 settembre 2021 “[…] tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché gli studenti universitari, devono possedere e sono tenuti ad esibire la certificazione verde Covid 19”
Il mancato rispetto della norma viene considerato come “assenza ingiustificata” per i primi cinque giorni e, successivamente, il rapporto di lavoro con la relativa retribuzione, finiscono per essere sospesi.

Una normativa che ha  creato non poco scompiglio, nella schiera dei docenti, personale amministrativo e, gli stessi Dirigenti scolastici, che dovranno gestire la situazione.

Il greenpass, come noto, può essere ottenuto dopo aver ricevuto, due dosi di vaccino, presentando un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti o, se si è guariti dal Covid negli ultimi 6 mesi.

Con la circolare n. 35309 del 4 agosto 2021 e la successiva n.35444 del 5 agosto 2021, il Ministero della Salute ha disciplinato anche l’adozione e il rilascio dei “certificati di esenzione alla vaccinazione”  “anti Covid- 19”,  nei confronti di coloro che, per la presenza di condizioni cliniche specifiche e documentate, non possono ricevere la vaccinazione o completare il ciclo vaccinale; ma anche gli esentati, dovranno comunque fare degli screening, sebbene gratuiti (e non ogni 48 ore).

La questione “Tamponi” ha destabilizzato non poco il comparto scuola, giacché se per gli esentati dalla vaccinazione i controlli sono previsti come  gratuiti, per gli altri no: ogni 48 ore i tamponi ad un costo di 15 euro l’uno, risultano piuttosto esosi per un budget familiare medio o comunque, lo stipendio di chi lavora nella scuola…Difficile anche organizzarsi con i tempi.

Inoltre, laddove nella circolare n. 21675 del 14/05/2021 veniva previsto fra i tamponi utili per ottenere il greenpass, proprio dal Ministero Della Salute, il tipo salivare antigenico di ultima generazione, successivamente questo, nel Decreto Legge di Agosto, non è più stato contemplato:
menzionati nel D.L. solo i rinofaringei e/o gli orofaringei, decisamente più invasivi.

Nella Provincia di Rimini, come attestato dai molti docenti che hanno chiamato le farmacie del territorio, risulta anche difficile trovare, chi faccia almeno gli orofaringei (ossia i tamponi in gola), piuttosto che nel naso. In questo, sul nostro territorio, a  Riccione,  è venuta incontro ai docenti e al personale scolastico, la Clinica Alba di Viale Dante 258, che si è resa disponibile ad organizzare anche turni pomeridiani per effettuare i test (previa prenotazione) dalle 14:00 alle 15:00; e nella vicina Gradara, la Farmacia Ticchi di via Tavullia 4, la quale si è resa anch’essa disponibile ai tamponi orofaringei.

I sindacati si stanno battendo per fare riconoscere non solo i salivari (giacché previsti dal Ministero della salute) per ottenere il Greenpass, ma anche per estendere la gratuità a tutti, visto che i tamponi sono necessari per prevenire il contagio e forse utili anche per i vaccinati (dato che possono contagiare e contagiarsi anch’essi).

Nella  "dirimpettaia" Marche, stanno già battendo la strada dei salivari: ordinati 500 mila tamponi salivari “anti-diffusione Covid”; tantissimi i docenti della provincia di Rimini e romagnoli che auspicano almeno questo primo step, per rendere più agevole il rientro a scuola, in presenza.



 

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