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FOTO. Applausi a Rimini per Aroldo, serata dedicata a Gino Strada

Nuova produzione incrocia opera e storia del Teatro Galli

Attualità Rimini | 11:56 - 28 Agosto 2021 L'Aroldo al Teatro Galli L'Aroldo al Teatro Galli.

È stata accolta con grande calore, pur se davanti a un pubblico ridotto per l'emergenza sanitaria, 'Aroldo', l'opera che Giuseppe Verdi scrisse appositamente per l'inaugurazione, nel 1857, di quel Nuovo Teatro di Rimini successivamente intitolato al musicista Amintore Galli, distrutto da un bombardamento nel 1943. Tornata il 27 agosto in quel luogo, dopo 164 anni, la nuova produzione incrocia le vicende dell'opera (una storia di tradimento e di perdono, sostanzialmente) con quella del teatro riminese ricostruito e riaperto nel 2018.
Aroldo non è più un crociato, ma un reduce di ritorno dalla guerra coloniale nell'Africa orientale. Siamo in piena epoca fascista, tant'è che anche il libretto è stato modificato e compaiono parole come "Abissinia" e "camerata",  mentre sullo sfondo scorrono immagini di guerra e di bonifiche che culminano, durante la scena della burrasca del quarto atto, nel bombardamento del 28 dicembre 1943 che distrusse il Teatro Galli. La scena successiva, in cui Aroldo perdona la moglie adultera coincide con la riapertura del teatro Galli.
La nuova drammaturgia pensata da Emilio Sala ed Edoardo Sanchi, anche registi dell'allestimento, funziona bene grazie anche alla scenografia naturale del teatro creato da Luigi Poletti e riprodotto in parte sulla scena. Quando lo spettacolo emigrerà nei teatri coproduttori (Piacenza, Modena e Ravenna) qualcosa bisognerà forse cambiare, trattandosi di una produzione volutamente site-specific.
L'intreccio fra le due storie è stata introdotta, prima della bellissima sinfonia, dall'attore Ivano Marescotti che poi ha dedicato la serata a Gino Strada, il fondatore di Emergency recentemente scomparso. Molto riuscita anche la parte musicale grazie a un cast ben scelto capitanato dall'Aroldo del tenore Antonio Corianò, col soprano Lidia Fridman a dar voce a Mina, suo padre Egberto cantato dal baritono Michele Govi, Briano dal basso Adriano Gramigni e Godvino dal tenore Cristiano Olivieri.
Manlio Benzi ha diretto l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati. Tutti molto applauditi anche dal folto pubblico che ha assistito all'opera dall'antistante piazza Cavour. Unica replica il 29 agosto.

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