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Rimini: lo sport come riabilitazione psichiatrica

Il presidente Uisp Emilia Romagna Enrico Balestra: "Una manifestazione ‘manifesto: lo sport come strumento di cittadinanza, inclusione e accoglienza"

Attualità Rimini | 14:49 - 27 Agosto 2021 Un momento della presentazione di "Esportiamoci" Un momento della presentazione di "Esportiamoci".

Si svolgerà dal 30 agosto al 4 settembre 2021 e vedrà arrivare a Rimini circa 300 tra ragazzi e ragazze che stanno affrontando percorsi di sofferenza psichica e i loro accompagnatori.

Si tratta di Esportiamoci, un progetto organizzato da Uisp Rimini che promuove inclusione e socialità attraverso lo sport e che prevede, presso la spiaggia di Marinagrande di Viserba, camminate sulla battigia, risveglio muscolare, beach soccer, beach volley, beach tennis e yoga, immersioni subacquee, ma anche incontri e seminari.

Grazie alla fondamentale e indispensabile collaborazione dell’ Unità Operativa di Riabilitazione Psichiatrica del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl Romagna, delle associazioni Noi libera-mente insieme - Progetto Itaca e Orizzonti Nuovi, del Circolo Subacqueo Ravennate e del Subtruppen di San Giovanni in Persiceto, di Alcantara Teatro e della spiaggia Marinagrande di Viserba, insieme alle attività sportive quotidiane, i partecipanti saranno coinvolti anche in una serie di occupazioni straordinarie, come visite guidate delle città con il trenino e al Teatro Galli (“al fine anche di promuovere il territorio e il patrimonio ambientale e culturale del comune di Rimini”, come ha spiegato il presidente di Orizzonti Nuovi, Roberto Soglia).

Ci saranno anche gite in barca a vela all'interno della darsena di San Giuliano di Rimini e nell'invaso del ponte di Tiberio, grazie a Paola Monaco e all’associazione Noi libera-mente insieme contro l'emarginazione delle persone con disagio psichico: “Ai ragazzi non deve mancare l'attività, la possibilità di fare sport. Porteremo i ragazzi a vedere il ponte di Tiberio da sotto e li coinvolgeremo, facendo spiegare a loro le caratteristiche del ponte e delle barche storiche”.

Non mancheranno momenti di confronto su temi di rilevanza sociale, convegni, tavole rotonde, incontri e dibattiti per approfondire un tema sempre più attuale e autorevole: come lo sport e l'attività fisica possono promuovere benessere, salute fisica e mentale, prevenire malattie, migliorare le relazioni sociali e la qualità della vita.
 

La presentazione è stata aperta da Paolo Belluzzi, coordinatore dei settori di attività regionali Uisp Emilia Romagna e responsabile area disabilità regionale Uisp Emilia Romagna “Oggi celebriamo percorso storico” ha detto “come UISP, durante questi anni, siamo stati coinvolti in modo massiccio e con noi è cresciuta la manifestazione, un momento associativo che ha portato persone sofferenti e fragili vicino allo sport”.

Enrico Balestra, presidente Uisp Emilia Romagna, arrivato a Rimini per l'occasione ha detto: “Per la Uisp questa è una manifestazione ‘manifesto’, perché rappresenta quello per cui siamo nati e che dobbiamo fare: per noi lo sport è il miglior strumento che conosciamo per sviluppare relazioni e strumento di cittadinanza, inclusione, accoglienza anche per chi soffre di forme di disagio. Si farà di tutto per dare continuità a questo progetto” .
 

 

Mariagrazia Squadrani, presidente Uisp Rimini ha ripreso le parole di Balestra: “Per noi lo sport da sempre è lo strumento, il mezzo per fare quello che riteniamo sia giusto: la condivisione, l'inclusione, i sani stili di vita. L'impegno è quello di ‘fare’ e vogliamo continuare questo progetto. Non ci dobbiamo dimenticare quello che è successo negli ultimi due inverni.: lo sport è stato messo da parte, e a farne le spese, spesso, sono stati i più fragili".
 

 

“E’ la manifestazione fiore all'occhiello della riabilitazione psichica” ha concluso il dott. Andrea Parma Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista riabilitazione psichiatrica di Rimini AUSL Romagna “un’iniziativa importante per la Asl, una manifestazione che nasce ormai 20 anni fa quando la definizione di ‘benessere’ come concetto che comprendeva l’asse fisico-psichico-sociale era una novità. Noi abbiamo sposato questa linea, abbiamo intrapreso questa strada quando era ancora poca battuta. E’ stata una scelta giusta e siamo fieri di aver contribuito alla realizzazione di un momento importante di socializzazione, un momento in cui i ragazzi che partecipano diventano parte attiva ed integrante di un gruppo. Un momento in cui l’inclusione sociale diventa reale e massima”.

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