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Crollo pozzo Alessandro a Perticara, Novafeltria chiede incontro in Regione

Il sindaco Zanchini fa il punto della situazione, l'area sarebbe a rischio di nuovi crolli

Attualità Novafeltria | 09:33 - 19 Agosto 2021 Una delle zone interessate dal crollo Una delle zone interessate dal crollo.

Crollo del pozzo Alessandro a Perticara, il comune di Novafeltria fa il punto della situazione. Dopo l'implosione, avvenuta nel luglio 2020, l'amministrazione comunale si è subito attivata per le indagini e la messa in sicurezza della zona. Due famiglie, che abitavano in case adiacenti al crollo, sono state fatte trasferire. Una risiede in un altro appartamento, un'altra è stata ospitata a spese della Regione in un'altra casa sempre a Miniera.

Gli interventi, in accordo con la Protezione Civile, hanno visto uno stanziamento di 70mila euro per la messa in sicurezza del pozzo con una palificata lungo la circonferenza del cratere. I lavori sono terminati nell'ottobre 2020.

L'area è rimasta chiusa al traffico per sicurezza. Nel luglio 2021 è stata riaperta la viabilità in via Donegani. La protezione civile provinciale, l'assessorato regionale competente e l'ente Parco dello Zolfo sono stati subito informati della situazione.

Il 13 agosto 2020 il sindaco di Novafeltria Zanchini ha scritto all'Assessore Regionale Priolo. Nella lettera il primo cittadino ha espresso preoccupazione rispetto al groviglio di gallerie e pozzi che si trovano sotto il territorio di Miniera che rendono la zona a rischio di crolli e dissesti idrogeologici. Nella lettera si descrivevano gli interventi di urgenza eseguiti ed eseguibili a carico del Comune ma al contempo l’impossibilità di poter gestire con proprie risorse e con il proprio Ufficio Tecnico una tale emergenza. 

Nella stessa lettera il sindaco paragonava la vicenda di Miniera al crollo della rupe di San Leo, dove per analogie si sono sfiorate le stesse tragedie, chiedendo alla Regione e per sua intercessione allo Stato di farsi carico di gestire i lavori di consolidamento e il monitoraggio del territorio.

Una perizia di 40 pagine redatta dal geologo Fabio Fabbri, inviata all'assessore Priolo il 20 agosto 2020, ha evidenziato le criticità e i rischi dell'area. La relazione è stata accompagnata da un'altra lettera del Sindaco nella quale  veniva ribadita la situazione di pericolo generale dell’intera area chiedendo di procedere con una Dichiarazione di crisi regionale ad hoc al fine di avviare una filiera di interventi contingenti e futuri.

In questi giorni il Sindaco ha richiesto un incontro in Regione tra il Comune, l'assessore Priolo e l'ente Parco dello Zolfo per ribadire la necessità di interventi urgenti per il ripristino e la messa in sicurezza dell'area. Viene inoltre richiesto di avviare uno studio, controllo e monitoraggio della zona dove si trovava la più grande miniera di zolfo d’Europa

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